Sant’Elia.

Ascensori fuori uso e incuria nel palazzo della vergogna: «Tante promesse, zero fatti» 

Dopo il sopralluogo di sei mesi fa nulla è cambiato Area assicura: «Previsto un intervento straordinario» 

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Sono trascorsi sei mesi dal sopralluogo di Area a Palazzo Bodano, in via Schiavazzi, ma nulla è cambiato. Trentacinque famiglie, tra cui tanti anziani e disabili, continuano a vivere nel degrado più totale: ascensori fermi da oltre un lustro, scale al buio, infiltrazioni d’acqua, muffa, gradini diroccati, porte sfondate, vetri rotti, ferri arrugginiti, fili elettrici scoperti, cumuli di rifiuti. Un disastro. Una situazione insostenibile che attende (invano) di essere risolta.

I residenti

A novembre gli inquilini avevano accompagnato l’amministratore unico di Area, Matteo Sestu, in un inquietante tour all’interno del fatiscente palazzone, al fine di illustrare in dettaglio gli innumerevoli problemi. «Dopo quel sopralluogo, però, non è stato fatto nulla», si rammarica Monica Tuveri, i cui genitori risiedono nel “mostro grigio”. «Area non si è mossa e la situazione è peggiorata perché sono state rifatte alcune tubature smantellando la pavimentazione dei parcheggi e ora si vive tra polvere e pozzanghere perché hanno tolto l’asfalto. Non sappiamo più che fare, non si vede nessuno».

Il Comune

«Non possiamo lasciare famiglie in queste condizioni, serve un tavolo Comune-Area», attacca il capogruppo di Forza Italia, Edoardo Tocco, «i rimpalli creano solo dissidi e chi paga sono sempre i residenti». Tavolo che, a quanto pare, sarà attivato presto. «L’Amministrazione promuoverà un confronto con Area rispetto alle soluzioni percorribili che garantiscano agli inquilini il diritto alla mobilità», interviene l’assessora Anna Puddu, «e sarà mia cura monitorare la presenza di anziani, disabili o soggetti con esigenze sanitarie non derogabili al fine di garantire che vengano definiti tempi certi per la risoluzione della problematica».

Area

«Abbiamo previsto un intervento straordinario per la manutenzione e sostituzione di elevatori datati», si difende nel frattempo Matteo Sestu, «già quest’anno numerosi interventi sono stati fatti, diversi altri sono in programma. Naturalmente programmare l’utilizzo di risorse oggi non significa avere immediatamente il lavoro fatto, ci vorrà tempo perché il numero di impianti da manutenere a livello regionale è elevato, ma non sono mai state messe a disposizione cifre così importanti. È necessario, però, che gli inquilini costituiscano i condomini per gestire l'attivazione e il pagamento delle utenze. I nostri uffici sono e saranno di supporto».

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