Da cinque mesi 24 famiglie residenti in uno stabile popolare di piazza Lao Silesu, al numero 3A, stanno vivendo un incubo a causa dell’indisponibilità degli ascensori. I disagi sono pesanti per tutti, ma in particolare per otto persone con disabilità, diversi anziani ultraottantenni e una giovane donna in sedia a rotelle. Complice un guasto agli impianti che si trascina da gennaio, queste persone sono di fatto segregate in casa, impossibilitate ad uscire anche solo per necessità elementari come una visita medica. La buona notizia è che dopo una lunga attesa e ripetuti appelli a vuoto, la situazione sembra essersi finalmente sbloccata. Se non ci saranno intoppi, infatti, almeno uno dei due ascensori sarà ripristinato entro venti giorni.
L’impegno
L’agognata svolta è arrivata dopo un’interrogazione urgente del consigliere regionale Alessandro Sorgia. «Una situazione grave quella di piazza Lao Silesu», osserva l’esponente di Fratelli d’Italia, «lesiva della dignità umana e non più tollerabile. Ma grazie all’interrogazione abbiamo costretto le istituzioni a guardare in faccia questa realtà inaccettabile e a dare risposta. L’assessore ai Lavori Pubblici, Antonio Piu, ha preso l’impegno: verranno reperite in tempi brevissimi le risorse necessarie per riparare l'impianto e mettere fine a questa negligenza gestionale». Le parole e le promesse, non bastano. «Staremo col fiato sul collo della Giunta, dell'Assessorato e dei vertici di Area. Controlleremo che l’impegno si trasformi in fatti concreti e vigileremo finché l'ascensore non riprenderà a funzionare».
Inquilini allo stremo
«Speriamo che l’impegno preso sia rispettato», auspica Otello Portoghese, 84 anni, residente al secondo piano del palazzone grigio, «perché senza ascensore la vita per noi anziani è durissima, sono mesi che siamo costretti a usare le scale e ogni giorno si fatica a rientrare a casa. Almeno io comunque cammino, a differenza di altri che qui non deambulano affatto e sono conseguentemente bloccati nei propri appartamenti». «La situazione è critica, non ce la facciamo più», conferma anche Rossella Vacca, 47 anni, mentre arranca per le scale con la spesa sottobraccio, «non ce la faccio io, figuriamoci mia madre che di anni ne ha 72. Lei infatti non esce mai. Speriamo, insomma, che chi di dovere mantenga la parola data e ci rimetta l’ascensore in funzione quanto prima perché così non si può andare avanti. Siamo allo stremo».
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