Viale Merello.

Arrestato per resistenza: benzinaio assolto 

In manette dopo un diverbio con la polizia. Il legale: «Ha reagito a una situazione ingiusta» 

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Nessuna resistenza né rifiuto di riferire agli agenti la propria identità, ma la reazione forse un po’ troppo concitata, nata da una situazione che ha ritenuto ingiusta. E il giudice gli ha dato ragione. Si è chiuso con l’assoluzione il processo a carico di Fabiano Serra, 53 anni di Simala (piccolo Comune in provincia di Oristano), all’epoca dei fatti gestore del distributore di carburante di viale Merello a Cagliari, bloccato e ammanettato da due pattuglie della Polizia il 12 luglio 2022, dopo una discussione avvenuta all’interno dell’area di servizio nella quale stava lavorando.

L’assoluzione

Al termine del processo che si è celebrato in Tribunale, il giudice Michele Contini ha assolto il benzinaio, accogliendo la ricostruzione del suo difensore, l’avvocato Emanuele Pizzoccheri, che ha depositato nel dibattimento i filmati delle telecamere a circuito chiuso della stazione di servizio, descrivendo una dinamica diversa rispetto a quella contestata dall’accusa. Il pm aveva invece sollecitato una condanna a 8 mesi di reclusione. Secondo il legale, tutto avrebbe avuto origine quando una pattuglia della Polizia si era fermata nell’area di servizio per controllare un’autovettura, posizionando però l’auto di servizio in modo da ostacolare l'ingresso dei clienti.

Il diverbio

Sempre stando alla ricostruzione difensiva, il 53enne - responsabile dell'impianto - avrebbe chiesto agli agenti di spostare il veicolo per consentire il regolare accesso dei clienti alle pompe di carburante. Una richiesta che, almeno inizialmente, sarebbe stata accolta dai poliziotti che hanno spostato il veicolo. Pochi minuti dopo, però, la pattuglia avrebbe nuovamente bloccato l’unica corsia di accesso all’impianto, allontanando anche alcuni automobilisti. Nel tentativo di comprendere le ragioni di quella scelta, Fabiano Serra si sarebbe rivolto agli agenti, ricevendo come risposta la richiesta di esibire i documenti mentre era impegnato a servire un cliente. La difesa sostiene che il gestore si sarebbe limitato a manifestare una critica pacata nei confronti del comportamento degli operatori, senza opporre alcuna resistenza.

Le manette

Da quel momento, ricostruisce il difensore, la situazione sarebbe degenerata. Cinque agenti lo avrebbero immobilizzato e fatto cadere a terra, provocandogli diverse escoriazioni, per poi ammanettarlo, condurlo in Questura e procedere all’identificazione. Durante l'intervento sarebbero stati inoltre danneggiati un paio di occhiali Ray-Ban e degli auricolari, mentre le chiavi dell'impianto e l'incasso del distributore sarebbero stati temporaneamente sequestrati e successivamente restituiti. Nel corso del dibattimento – usando anche i video del sistema di videosorveglianza dell’impianto – la difesa ha evidenziato come l’operato degli agenti fosse stato percepito dall’imputato come arbitrario e sproporzionato, sostenendo che il controllo avrebbe potuto essere svolto senza impedirgli di continuare a lavorare. Al termine del processo il giudice Contini ha assolto Serra da tutte le accuse, ma solo con la motivazione della sentenza si capirà cosa abbia convinto il Tribunale a rigettare la richiesta della Procura.

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