Roland garros.

applausi a cobolli ma il re è zverev 

Il romano lotta cinque set, poi concede il primo titolo Slam in carriera al tedesco  

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PARIGI. Sfiora l'impresa e sfuma di poco il sogno di Flavio Cobolli a Parigi. L'azzurro, dopo un inizio complicatissimo di partita, risale la montagna di Alexander Zverev non una ma ben due volte, ma sul più bello paga il conto dello sforzo. Le energie, infatti, vengono a mancargli all'inizio del quinto parziale, senza che neanche un tifo da stadio - a suo favore durante le 4 ore e 16 minuti di gioco - riesca più a smuoverlo, e si ferma a un solo set dall'impresa a Parigi. A 29 anni, il tennista di Amburgo può finalmente scrollarsi di dosso uno dei fantasmi più ingombranti della storia del tennis recente, coccolando tra le braccia il tanto agognato primo trofeo Slam. La Coppa dei Moschettieri è sua grazie al successo per 6-1, 4-6, 6-4, 6-7, 6-1. Per Zverev, si tratta infatti del primo titolo Major dopo tre finali perse (US Open 2020, Roland Garros 2024, Australian Open 2025), con la sensazione che nel momento decisivo qualcosa venisse spesso a mancargli. Erano 30 anni che un tedesco non trionfava in uno Slam, dai tempi di Boris Becker nel 1996 in Australia.

Le parole

Dal centrale Philippe-Chatrier, al termine del match con Adriano Panatta chiamato a consegnare il trofeo a 50 anni dalla sua leggendaria vittoria a Parigi - Cobolli ha rivolto parole bellissime al suo rivale (e amico fuori dal campo) vincitore a Parigi. «Non è facile per me parlare adesso. Partirò da te, se qualcuno mi avesse chiesto chi avrebbe meritato di più il titolo avrei detto Sascha, sono felice per te ma anche triste perché ci sono andato vicino. Adesso che hai coronato il tuo sogno fammi vincere la prossima volta», ha ironizzato tennista numero 13 al mondo (ma da oggi in top-10), dopo aver sfiorato l'impresa lungo le rive della Senna. «Sono state le migliori settimane della mia vita, Parigi rimane il mio Slam preferito», ha aggiunto Cobolli, ottimista e con lo sguardo rivolto al futuro: «Sono ancora giovane, voglio godermi ogni singolo momento sul campo. Adesso fate rumore per Sascha».

Obiettivo Torino

Poco più tardi ,in conferenza stampa, dove a consolarlo è arrivato anche il presidente della Federtennis, Angelo Binaghi, il ventiquattrenne capitolino ha riferito che il grande obiettivo di lui e del suo team è Torino. Quanto al match, è soddisfatto, anche sei i crampi lo hanno fermato dopo il tie break. «Ho cercato di fare del mio meglio, di recuperare nel cambio». Ma dopo il secondo game «il mio corpo mi ha lasciato ...». . L'azzurro si dice comunque «felice di come ho giocato la mia prima finale in un grande Slam». E ancora: «Non mi sarei mai aspettato un tale risultato. Sono molto fiero di me. Voglio restare con un grande sorriso sulla faccia e godermi la serata con i miei amici e le persone che amo. Credo che in questa stanza nessuno si aspettasse questo risultato. Devo essere fiero di me e provare, provare, provare...».

I complimenti

Da parte sua, Zverev si è complimentato dal campo con Cobolli. «Non sono in tanti a poter giocare una partita del genere, spero che presto avrai tra le braccia una coppa come questa», gli ha detto il tedesco, dopo aver ricevuto la coppa da Panatta. «Anche come team ve la meritereste per il futuro, e sono sicuro che ce la farete». Sascha ha quindi spiegato di quanto fosse essenziale perlui vincere il titolo a Parigi. «Questo campo è molto speciale per me, ho avuto qui i momenti più belli della mia vita ma anche i peggiori», ha detto, riferendosi al gravissimo infortunio del 2022 contro Nadal e alla finale persa nel 2024. Adesso è arrivato il lieto fine».

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