Tra polvere, scavi aperti, odori acri e un isolamento che pesa sulla quotidianità di residenti e commercianti, il cantiere di via Cesare Cabras continua a sollevare polemiche. I lavori per il rifacimento di strada e sottoservizi procedono a rilento, trasformando la via in un percorso a ostacoli con storie di profondo disagio.
Disabile prigioniera
La più drammatica è quella di Vincenza Lampis, novantunenne costretta a una reclusione forzata. Avrebbe bisogno di uscire per motivi di salute, ma muoversi con il deambulatore o la carrozzina su quel che resta dei marciapiedi è ormai impossibile. «Ho bisogno di uscire, non posso stare sempre in casa, ma col marciapiede dissestato è pericoloso. Sono cinque mesi che va avanti così», confessa con amarezza.La nipote, Francesca Argiolas, esprime tutta la sua preoccupazione: «Mia nonna è prigioniera. Soffre di cuore e giorni fa non è stata bene, ma non ci ha detto nulla perché convinta che l’ambulanza non sarebbe riuscita a raggiungerla». Portarla fuori è un’impresa che si scontra con barriere insormontabili e un cantiere dove, denuncia la donna, «gli operai si vedono pochissimo, spesso sono appena due o tre».
I commercianti
Il blocco mette in ginocchio anche le attività economiche. Roberta Porcu, titolare di una toelettatura per animali, lancia l’allarme: «Per noi economicamente è un disastro e non abbiamo ricevuto aiuti in cinque mesi». Difficoltà enormi anche per Paolo Ferro, veterinario con lo studio nella via: «Trasportare un cane di 30 chili è impossibile. C’è un solo attraversamento pedonale, lontano dallo studio, e non è possibile portare l'animale a braccio o con un carrellino perché manca lo spazio».Il malcontento è generale. «Non ci lamentiamo dei lavori, ma di come sono gestiti», precisa Nicoletta Schirru.
La replica
Il sindaco Tomaso Locci spiega le criticità: «Abbiamo trovato i sottoservizi danneggiati e questo ha fatto slittare i tempi. Inoltre, l’ordinanza regionale vieta i lavori dalle 12 alle 16 a causa del caldo, rallentando il cantiere». Il primo cittadino rassicura gli abitanti sottolineando «l’allargamento dei marciapiedi a 150 centimetri rispetto ai 90 precedenti, fuori norma, e stiamo lavorando a sgravi Tari per le attività della via». L’assessore Raffaele Nonnoi aggiunge che il cantiere dovrebbe chiudersi tra settembre e ottobre: «Non stiamo facendo una semplice fresatura, ma rifacendo la strada da zero per non riaprirla più. Inoltre, anche quando non ci sono operai, lavoriamo dietro le quinte tra perizie e materiali». Spiegazioni che non mitigano l’esasperazione dei cittadini, prigionieri della burocrazia e della polvere.
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