Un libro sotto l’ombrellone.

Annamaria Marras indaga su un omicidio: ma è il suo... 

Eugenio Annicchiarico, Andrea e Mauro Pusceddu oggi a Cagliari 

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Torna a indagare Mirko Stankovic, il maresciallo dei Carabinieri partorito dalle penne di Andrea e Mauro Pusceddu e da Eugenio Annicchiarico, i tre componenti del collettivo nuorese Elias Mandreu. “Se dio vuole” è il nuovo titolo per Piemme (256 pp., 18,90 euro), che già dal sottotitolo, “e i Carabinieri lo permettono”, lascia trapelare l’ironia di cui è intrisa l’opera. Il pretesto è kafkiano: l’avvocata Annamaria Marras, vecchia conoscenza del maresciallo, gli annuncia che presto dovrà occuparsi di indagare su un omicidio. Il suo. Pochi giorni dopo il corpo della donna verrà ritrovato senza vita.

Verrebbe da dire: “Ma quale Stankovic e Stankovic d'Egitto!” visto che “Mantene s’odiu” è stato tradotto e distribuito dal più grande editore in lingua araba.

Andrea: «Non abbiamo la più pallida idea di come possa essere accaduto, l’abbiamo appreso anche noi per caso e non sappiamo come mai qualcuno si sia interessato ai diritti per i paesi arabi di quel romanzo. Sappiamo che è un editore che si occupa di gialli mediterranei, e che il libro ha una copertina improvvida».

Invece come nasce questa nuova avventura?

Andrea: «Da un personaggio nato come una comprimaria, l'avvocata Anna Maria Marras. Siccome nel romanzo precedente era piaciuta sia a noi che ai lettori, abbiamo pensato bene di ucciderla in questo».

Mauro, mi pare di capire che lei si stia dissociando…

Mauro: «È interessante vedere come, scrivendo in tre, i livelli di affettività per i comprimari varino. Tutto sommato, questo ti permette un certo cinismo».

Il romanzo si muove su due piani temporali. Avete pensato prima alla fabula oppure siete partiti proprio dall'intreccio?

Eugenio: «Questo romanzo ha rappresentato per Elias Mandreu una novità dal punto di vista della costruzione. È quello che è stato scritto in minor tempo, nove mesi, più o meno quello di gestazione di un essere umano, e per la prima volta lo abbiamo fatto seguendo l’ordine cronologico. Eravamo abituati a lavorare su una trama molto dettagliata che poi veniva divisa in scene; questo ci consentiva di scrivere sapendo che poi dopo sarebbe stato montato tutto. Qui, invece, abbiamo ritenuto fondamentale l’ordine cronologico, perché ciò avrebbe facilitato gli altri. Per quanto riguarda gli eventi della linea temporale del passato sono stati più oggetto di improvvisazione: si potrebbe dire che è un po' la parte più jazzistica del romanzo».

C'è una grande attenzione rispetto alle figure femminili…

Mauro: «Stankovic sente moltissimo la fascinazione dell'universo femminile. Poi diciamo che siamo tutti e tre convinti che le donne, non solo in letteratura, siano più interessanti e complesse di quanto non siano spesso gli uomini. Per questa ragione nel romanzo ce ne sono almeno tre importanti, ma forse a parlarne si rivelerebbe troppo».

Provocazione: spesso si dice che il giallo intrattiene ma non fa pensare.

Mauro: «Quando racconti qualcosa di vero, comunque racconti qualcosa di profondo anche se non lo vuoi. Questo libro è secondo noi un pretesto per una lettura della realtà».

Eugenio: «Pur con tutta l'umiltà necessaria, per noi la letteratura è un pretesto per costringere il lettore a interessarsi di temi e fenomeni di rilevanza sociale, coinvolgendolo in una narrazione avvincente. È quello che abbiamo sempre cercato di fare, ragionando su fenomeni che riguardano la realtà sarda per quello che è stato, che è, e che potrebbe essere».

Come lavorate? Come fate a dirimere le controversie sulle scelte?

Eugenio: «Odiandoci e bisticciando, direbbe Andrea, che è il massimo esperto di rotture di…».

Andrea: «Ha ragione, ma non specificherò se fatte o subite. Di solito facciamo la classica scaletta, una trama, un soggetto che diventa quasi una sceneggiatura che, in realtà, è una terra di mezzo tra soggetto e sceneggiatura. Dopodiché, come all'asta del tonno, si divide in tranci ognuno si prende diciamo un terzo delle parti e si inizia a scrivere».

Appuntamento stasera alle 19 a Casa Clàt, a Cagliari, in viale Regina Margherita, per chiacchierare con i tre autori.

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