La decisione era nell’aria. Da qualche settimana la notizia rimbalzava dai social alle principali testate giornalistiche. Ieri, nel pomeriggio, la svolta: le strade del direttore sportivo Guido Angelozzi e quella del Cagliari si sono separate in modo definitivo.
La conferma
Ora ci sono le prime conferme, nelle prossime ore ci sarà l’ufficialità. Un divorzio che arriva senza maldipancia, tra amici che però si sono resi conto di volere qualcosa di diverso. Per Angelozzi spinge forte la Cremonese (il dirigente però vorrebbe un contratto triennale), il cui restyling permetterà al diesse siciliano di rimettersi in gioco e di provare a risalire in A con i grigiorossi appena retrocessi.
Trait d’union
Per il Cagliari, che ha sposato la “linea verde” e che l’ha interpretata sul mercato e nella gestione del quotidiano proprio con Angelozzi, si presenta la possibilità di individuare una figura più “di sistema”, capace di interfacciarsi senza dover bussare la porta con il lavoro della prima squadra e con quello della Primavera. Insomma, al posto di Angelozzi dovrebbe arrivare un profilo che conosca il mercato italiano ed estero, ma anche abile a gestire – in questo caso assieme all’allenatore ormai confermato Fabio Pisacane – le situazioni più intricate all’interno dello spogliatoio. Per andare ancora più a fondo: una figura che faccia da ponte tra il campo e la dirigenza, tra il mercato e lo spogliatoio. Abito che ad Angelozzi, uomo capace di grandi “colpi” di mercato e conoscitore come pochi del mondo del calcio e dei vivai delle società, anche minori, forse stava troppo largo.
L’ultimo tentativo
Il club, va detto, ce l’ha messa tutta per tenere il dirigente catanese. Non più tardi di qualche giorno fa aveva pensato per lui un ruolo da consulente di mercato, il settore su cui Angelozzi, 71 anni, ormai agli ultimi passi di una carriera luminosa, costruita per tappe, eccelle. Ma, anche in questo caso, sono state fatte altre valutazioni, che portavano Angelozzi lontano da Cagliari. Città dove, per inciso, anche di recente ha dichiarato di trovarsi molto bene non soltanto nel lavoro, retaggio di un legame che nasce prima della chiamata della società rossoblù.
Il futuro
All’orizzonte (anche se il lotto dei nomi presi in esame potrebbe essere più corposo), quindi c’è un giovane ambizioso o in cerca di rilancio. In pole ci sarebbe Pietro Accardi, 43 anni, ancora legato alla Samp. Nel gradino appena più giù ci sarebbero Davide Vaira, che ha appena chiuso il rapporto con il Pisa. Oppure il più esperto Davide Vagnati, che a 48 anni, di cui più di cinque trascorsi al Torino con il presidente Urbano Cairo, rappresenterebbe una scelta in un certo senso pure di esperienza. È da escludere l’approdo a Cagliari di Ciro Polito e dell’ex diesse cesenate Filippo Fusco. La scelta, comunque, non sarà facile. Angelozzi, nell’ambiente del calcio, non è un personaggio qualsiasi: sostituirlo non sarà comunque semplice. Il club rossoblù infatti è al lavoro per trovare la soluzione migliore, in linea con la nuova policy centrata sui giovani.
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