Hockey su prato.

Amsicora, ragazze vincenti 

È il terzo scudetto di fila: «Siamo una grande famiglia» 

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L’Amsicora programma la crescita del settore giovanile, la stabilità economica e finanziaria, la propensione a diventare un polo attrattivo. Nulla che avvenga nel breve periodo. E durante il cosiddetto periodo di transizione che si fa? Si continua a vincere scudetti, le ragazze del club femminile di hockey su prato hanno fretta di continuare (a vincere). A dire il vero, parlando di fatti recenti, il termine esatto è stravincere. Domenica scorsa, nella trasferta di Roma ha messo il sigillo con tre giornate di anticipo al terzo scudetto consecutivo, l’undicesimo nell’albo d’oro. Undici partite con dieci vittorie e un pareggio, e (appena) tre reti subite, l’ultima risale al 19 aprile.

Il presidente

Alessandro Dedoni, in carica dal 2009, è il secondo presidente più longevo (il primo è stato Ruggero Ruggieri), e tiene a rimarcare «il presidente più scudettato d’Italia». «Per questi tre anni non parliamo solo dei tre titoli su prato. Ricordiamoci uno scudetto indoor e una Supercoppa, segno della nostra propensione a vincere. Siamo soddisfatti di questo risultato perché è accompagnato dall’utilizzo di giovani atlete e dalla crescita del settore giovanile. Hanno dato il massimo, hanno colto l’occasione. Anche chi è arrivata in questa stagione ha mostrato un profondo sentimento di appartenenza che le lacrime, a scudetto vinto, non hanno nascosto. Un attaccamento che tutte le atlete mostrano ogni giorno. Ovunque vadano, il brand e il logo dell’Amsicora sono il loro modo di vestire e di presentarsi all’esterno».

Una famiglia

Dedoni prende in prestito le parole di Maryna Khilko, leader in campo e in panchina, con firma sugli ultimi tre scudetti: «Lo dice e lo ripete, l’Amsicora è una grande famiglia. Detto da una campionessa che ha girato tanto ed ha termini di paragone. La nostra programmazione parte dai Centri di Avviamento allo Sport, e passa per il coinvolgimento dei genitori, l’ascolto delle criticità. Alla festa di fine anno sportivo la tribuna era piena. La nostra non è una linea di condotta, è un obbligo che ci siamo imposti, abbiamo investito risorse nel settore giovanile. Uso il plurale perché sono affiancato da un gruppo di consiglieri, otto, che lavorano in modo impagabile. Uno di loro, Andrea Atzeni, è mancato prematuramente: è stata una grande perdita».

I progetti

Non c’è soltanto l’esigenza delle squadre che vincono trofei e scudetti. Dedoni va a tutto tondo sui programmi futuri. «In collaborazione con l’Università di Cagliari abbiamo studiato un progetto di efficientamento energetico, fatto che ha suscitato l’interesse di numerosi imprenditori. Siamo la città del sole, sfruttiamo le opportunità. Colte anche da atleti di altre nazioni che vengono qui ad allenarsi approfittando del clima». Intanto sul campo si vince, il divario con le altre pone (o dovrebbe porre) più di un interrogativo. Ma riguarda le avversarie.

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