Sono le regole dello spoil system. Stefano Lavra, nominato perché gradito alla giunta Solinas, lascia l’incarico al vertice dell’Isre a Leonardo Moro, scelto dal centrosinistra. Ma nel merito politico il presidente dell’Etnografico in uscita non vuole entrare. Cinquantadue anni, due figli, radici a Gavoi e casa a Dorgali, insegnante di materie scientifiche ed economiche al Volta di Nuoro, preferisce parlare di ciò che ha fatto dal febbraio 2023, data del suo insediamento, a oggi. «In tre anni – ricorda – ho portato avanti e realizzato tanti progetti. Quello che mi gratifica di più è aver ridato a Nuoro e alla Sardegna il museo della ceramica sarda che raccoglie i maggiori artisti isolani, da Ciusa a Nivola passando per Fancello e Tilocca, con uno sguardo ovviamente a Maria Lai».
Il consuntivo
Lavra rivendica di aver cercato di promuovere la lingua e la cultura sarda in ogni sua declinazione. «Sono orgoglioso di aver istituito un’articolazione importante come il Centro studi Grazia Deledda in accordo con il comitato tecnico scientifico di cui fanno parte i professori Dino Manca, in quota Isre, Tatiana Cossu e Marco Lutzu. Una grande conquista è il polo museale (museo del costume, casa museo Grazia Deledda, museo della ceramica) e l’Etnografico-collezione Cocco di Cagliari. Il compendio, questa la conquista più importante, ha avuto l’accreditamento della Regione. Sembrerebbe un’ovvietà ma questo riconoscimento non c’era e andava ottenuto, perché dà l’accesso a risorse regionali».
Il futuro
I programmi dell’Isre, in parte, sono da concludere. «Avrei voluto chiudere l’Anno deleddiano, l’auspicio è che – dice Lavra – il mio successore, cui faccio i migliori auguri, possa portare avanti le attività programmate».
Lavra ha ideato l’onorificenza di ambasciatori della cultura sarda in occasione de Sa Die de sa Sardigna. «Finora – ricorda l’ex presidente dell’Etnografico – questo riconoscimento è andato a figure importanti come Luigi Lai e Daniele Cossellu, Bernardo Zizi e Speranza Ladu, Bachisio Bandinu, Annamaria e Giovanni Puggioni, Dolores Turchi e Maria Teresa Pirrigheddu, usignolo di Gallura. All’Isre ho voluto un’armonizzazione delle risorse umane. Non sono stato un accentratore ma un valorizzatore delle professionalità di cui l’ente può essere orgoglioso».
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