Festival del Cinema

Alla Berlinale ‘26 vince Ilker Catak e trionfa la libertà 

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«Berlino è sempre stata ed è ancora un luogo enormemente politicizzato», dice il presidente della giuria Wim Wenders nella serata conclusiva della settantaseiesima edizione della Berlinale che ha visto trionfare il regista tedesco Ilker Catak con il suo “Gelbe Briefe”, “Lettere gialle”, una storia ambientata in Turchia sulla repressione di una famiglia di artisti da parte dello Stato, che in Italia sarà distribuito da Lucky Red. «Una terrificante premonizione che guarda al futuro prossimo che potrebbe accadere anche nei nostri Paesi», ha detto Wenders. Il gran premio della giuria, l'Orso d'Argento è andato a “Kurtuluş (Salvation)” del regista Emin Alper, che ha ricordato i palestinesi di Gaza, gli iraniani, i curdi del Rojava e gli oppositori politici in Turchia: «Non siete soli».

Se nella conferenza di presentazione un mese fa si era parlata di un Festival meno politico rispetto agli anni passati, la serata conclusiva ha dimostrato quanto politico possa essere il cinema ma soprattutto in quanti modi. La serata è iniziata con le parole della direttrice artistica Tricia Tuttle: «Criticare e parlare apertamente fa parte della democrazia. Rispettiamo le persone che parlano apertamente perché a volte ci vuole molto coraggio per farlo. La Berlinale è rimasta un luogo dove tutti sono benvenuti, al di là delle differenze, per sedersi insieme al buio e guardare il mondo con gli occhi di altre persone

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