Quindici euro di incasso al giorno a dicembre contro oltre mille euro di utenze mensili. È il dato che racconta meglio la crisi invernale delle attività sul Monte Ortobene che scoraggia gli operatori. Questo è un periodo di pura sopravvivenza e il rischio di abbassare le serrande per la stagione diventa sempre più alto. «Non c’è movimento», è la frase che ricorre più spesso tra gli operatori. Alcuni di loro, nei giorni scorsi, hanno deciso di chiudere.
La protesta
«Almeno per Natale ci aspettavamo qualche attività di intrattenimento, ma non è stato così. Abbandono totale. Anche ora non viene quasi nessuno», dicono gli operatori. Le attività vanno avanti con i guadagni dell’estate e in alcuni casi con attività secondarie. «Quest’estate è andata bene, abbiamo lavorato molto, ma meno dello scorso anno», raccontano gli esercenti. Uno dei casi è il bar AleB, di Loredana Belloi, che da qualche settimana apre e chiude l’attività sfidando le leggi di mercato. «Sto cominciando a perdere un po’ l’entusiasmo - dice -. Durante i fine settimana qualcuno sale, ma nei giorni feriali il Monte appare deserto. A parte i pochi che arrivano all’alba per la camminata, non c’è quasi nessuno. Capisco chi vive in città, anche perché qui al Monte cosa trovano? D’inverno non si sale solo per un caffè, bisogna prenderne atto. E proprio per questo: quali servizi vengono offerti, oltre alle nostre attività?».
Il bivio
Il bar AleB per anni ha resistito ma ora si trova a chiudere perché non può garantire alcuna dipendente. «Una scelta dolorosa, ma inevitabile quando gli incassi non coprono nemmeno le spese minime. A dicembre riuscivamo a incassare 15 euro al giorno con oltre mille di utenze da pagare», aggiunge Belloi. Tra i problemi anche i trasporti. Una delle soluzioni, secondo gli operatori, sarebbe quella di avere più corse anche in inverno per rendere il Monte raggiungibile, oppure prevedere agevolazioni per i cittadini. «Il Monte non viene vissuto tutto l’anno, ed è un peccato, perché avrebbe molto da offrire, in tutte le stagioni», dicono residenti e operatori. Antonio Costa del comitato “Monte Ortobene ultima spiaggia” agli esercenti dice: «È importante non mollare la presa, accrescere il dialogo, insistere, anche per quei pochi che dedicano una parte della quotidianità al Monte».
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