L’evento.

Al College Sant’Efisio via a un nuovo anno per 132 universitari 

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C’è chi arriva dalla Sardegna, chi dalla penisola e chi ha attraversato i confini nazionali per studiare in città. Sono circa 130 i giovani che al College Sant’Efisio condividono non solo un posto in cui abitare durante l’università, ma una comunità con cui condividere esperienze, relazioni e crescita. Una casa e, insieme, un progetto educativo che ieri ha inaugurato il nuovo anno accademico. Al centro della mattinata il tema «Giovani, territori e circolarità dei talenti: il valore dell’educazione». Ospite la rettrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Elena Beccalli, insieme all’arcivescovo Giuseppe Baturi e al rettore dell’Università Francesco Mola.

Dopo l’apertura della nuova ala, la struttura ha accolto quasi 40 nuovi studenti. «È un anno di particolare importanza – ha sottolineato don Emanuele Meconcelli, direttore del Cuse –. Educare significa scommettere sui ragazzi, credere che ciascuno possa diventare sé stesso se accompagnato da testimoni, maestri e compagni di viaggio». Al centro della riflessione anche la circolarità dei talenti, la capacità di resituire alla comunità quanto ricevuto durante il percorso accademico. «L’idea – ha spiegato Beccalli – è essere in grado di attrarre talenti da altre parti del mondo e dare vita a questo scambio di competenze, a una bidirezionalità nei flussi». Per Baturi educare «non significa solo trasmettere conoscenze o competenze, ma accompagnare ogni giovane a riconoscere il valore della propria vita». E ai ragazzi, ha ricordato l’arcivescovo, «non servono slogan, ma fiducia».

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