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«Al board di Gaza con Putin», grana per Meloni 

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Davos. Dopo le minacce di dazi agli europei che sostengono la Groenlandia, un’altra mossa di Donald Trump spiazza il governo italiano. L’idea di sedere nel board per Gaza (che debutterà al Forum) insieme a Vladimir Putin, ragionano fonti dell’esecutivo, potrebbe rappresentare un problema serio per Giorgia Meloni. Sono i due dossier che hanno occupato i pensieri della premier nel suo viaggio di ritorno dall’Asia, durante il quale ha avuto molti contatti con altri leader europei, con l’obiettivo di spingere verso una de-escalation sull’asse transatlantico. Prima del Consiglio dei ministri questi scenari potrebbero al centro di un confronto con i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, la riunione preannunciata dalla stessa Meloni a Seul parlando del pacchetto sicurezza. Dopo l’invito indirizzato dagli Usa al Cremlino, la Francia si è già smarcata dall’organismo eterogeneo che, nei piani americani, costruirà una pace duratura in Medio Oriente. «Abbiamo ricevuto l’invito, il presidente del Consiglio è in viaggio all’estero, ne parleremo», ha spiegato Tajani, sottolineando che Putin «non è un campione della pace nel mondo, ma se cambia è meglio». A Roma da tempo invocano segnali concreti da parte della Russia, e l’imbarazzo che filtra in queste ore potrebbe essere superato solo da una svolta nel conflitto ucraino, su cui però per ora nessuno si sbilancia. Sono temi su cui si concentrerà l’attenzione a Davos, dove è atteso Trump e dove invece al momento non è previsto un viaggio di Meloni.

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