L’inchiesta.

Aggressione con la mannaia: due in carcere 

Dopo le indagini della Polizia finiscono in manette i presunti responsabili 

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Per la violenta aggressione ai danni di un cinquantenne, avvenuta lo scorso dicembre davanti al circolo privato “Buddha Amici”, in via Aldo Marongiu, sono finiti in carcere il 42enne Roberto Cocco e il 46enne Nicola Pinna, entrambi raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale, Giorgio Altieri. Al termine delle indagini della polizia a il pubblico ministero Andrea Vacca ha ottenuto dal Gip la misura cautelare, una delle due notificata in carcere. I fatti risalgono al 6 dicembre 2025, quando una lite degenerò in una violenta aggressione e con il ricovero al Brotzu della vittima, per una serie di ferite compreso un profondo taglio al braccio sinistra con la rottura dei tendini, fratture del setto nasale e della mascella che i medici giudicarono guaribili il 45 giorni.

Le indagini

Le indagini degli agenti della Terza Sezione della Squadra Mobile avevano accertato che il 42enne avrebbe colpito il 50enne con una mannaia, mentre il presunto complice avrebbe impugnato un’asta di ferro. Trasportato d’urgenza al Brotzu di Cagliari, il ferito fu sottoposto a un delicato intervento chirurgico di ricostruzione dei tendini. La vittima si sarebbe salvata – secondo le accuse – sole perché alcuni amici gli avrebbero dato riparo dentro un locale chiudendo poi la serranda. Attraverso l’analisi delle telecamere di videosorveglianza gli agenti avrebbero così ricostruito la dinamica dell’aggressione, dando un nome ai due sospettati. Roberto Cocco, il 6 dicembre scorso, si trovava già ai domiciliari a seguito di un’altra inchiesta per spaccio, ma ora gli è stato contestato anche il tentato omicidio in concorso con Nicola Pinna. Quest’ultimo è stato rintracciato a casa e condotto in carcere, mentre il 42enne si trovava già recluso ed è stato così raggiunto dall’ordinanza di custodia cautelare. Sono difesi dagli avvocati Riccardo Floris e Alessandro Corrias.

Il movente

Stando alla ricostruzione degli agenti della Mobile tutto sarebbe nato dal litigio tra la ragazza della vittima e un’altra donna, che avrebbe fatto delle avance al cinquantenne, per questioni di gelosia. Una zuffa tra le due subito sedata, ma a cui avrebbero poi partecipato altre donne. Dì lì a poco sarebbero poi arrivati i presunti aggressori che, armati di mannaia e bastone di ferro, avrebbero colpito e ferito la vittima.

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