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Lago di Varna, rimossi oltre 6mila ordigni bellici della Prima guerra mondiale

Le operazioni, condotte dagli artificieri dell'Esercito italiano e dai palombari della Marina militare, sono durate quasi dieci giorni
rimossi migliaia di ordigni bellici dal lago di varna
Rimossi migliaia di ordigni bellici dal lago di Varna
l intervento durato dieci giorni
L'intervento è durato dieci giorni
al lavoro artificieri dell esercito italiano
Al lavoro artificieri dell'Esercito italiano
e palombari della marina militare
E palombari della Marina militare
alcuni degli ordigni risalenti alla prima guerra mondiale
Alcuni degli ordigni risalenti alla Prima guerra mondiale
(tutte le foto sono della difesa)
(Tutte le foto sono della Difesa)
di

Sono oltre 6mila gli ordini bellici rimossi dal lago di Varna, in provincia di Bolzano, dai Palombari del Gruppo Operativo Subacquei della Marina Militare assieme ai colleghi dell'Esercito Italiano appartenenti al 2° Reggimento Genio Guastatori.
Durante l'intervento d'urgenza, pianificato dagli Enti Locali con il Comando Truppe Alpine di Bolzano e il supporto del Comando Subacquei e Incursori della Marina Militare, sono state rimosse dagli operatori della Marina 6.064 bombe da fucile austriache della Prima guerra mondiale, che vanno ad aggiungersi ai 33.862 manufatti inesplosi che sono stati tolti dal fondo del lago dal 2017 e consegnati, per la relativa distruzione, agli stessi guastatori della Brigata Alpina "Julia".
"E' bene ricordare a chiunque dovesse imbattersi in oggetti che per forme e dimensione possano richiamare un ordigno esplosivo o parti di esso - ricordano gli operatori in una nota -, che questi manufatti possono essere molto pericolosi e pertanto non devono essere toccati o manomessi in alcun modo, ma ne va denunciato immediatamente il ritrovamento alla locale Capitaneria di Porto o alla più vicina stazione dei Carabinieri, così da consentire l'intervento dei Palombari della Marina e degli specialisti dell'Esercito al fine di ripristinare le condizioni di sicurezza del nostro mare e dei nostri laghi".
(Unioneonline/D)

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