Terremoto in Stellantis, si è dimesso l’ad Carlos Tavares.

Il consiglio di amministrazione, riunitosi sotto la presidenza di John Elkann, ha accettato le sue dimissioni dalla carica di Chief Executive Officer con effetto immediato. Il processo per la nomina di un nuovo Ceo permanente è già in corso, gestito da un Comitato Speciale del Consiglio, e si concluderà entro la prima metà del 2025.

Nel frattempo, sarà istituito un nuovo Comitato Esecutivo presieduto da John Elkann. Stellantis conferma la guidance presentata alla comunità finanziaria il 31 ottobre 2024 in relazione ai risultati dell’intero anno 2024.

«Il successo di Stellantis sin dalla sua creazione si è basato su un perfetto allineamento tra gli azionisti di riferimento, il Consiglio e il Ceo. Tuttavia, nelle ultime settimane sono emerse vedute differenti che hanno portato il Consiglio e il Ceo alla decisione di oggi», ha detto il Senior Independent Director di Stellantis, Henri de Castrie.

«Era ora che Tavares se ne andasse – scrive Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, in una nota – ma la transizione al nuovo management richiede responsabilità, tutela dell'occupazione e valorizzazione delle competenze. Diventa quindi ancora più importante che John Elkann si presenti al più presto in Parlamento per riferire sul futuro di Stellantis».

Chi è Carlos Tavares

Carlos Tavares è stato il protagonista della fusione tra Psa e Fca, le nozze dalle quali è nata Stellantis: un manager di lungo corso con una carriera che ha attraversato le grandi case automobilistiche. Deciso nelle scelte e nei confronti di governo e sindacati. «Non sono un mago, sono un essere umano come voi», ha ammesso recentemente, quando già Stellantis aveva reso noto lo scorso settembre di aver avviato la ricerca del suo possibile successore nel 2026.

Una dichiarazione che, dopo l'ultimo suo intervento in Parlamento, seguito da aspre polemiche politiche, sembrava ammettere le difficoltà di chi, nell'attuale contesto, si trova a gestire un gruppo automobilistico. Le vendite difficili e la perdita di quote di mercato, la transizione ecologica da gestire, il ricorso alla cig in molti stabilimenti, i confronti complicati con il governo italiano: Tavares è stato il volto di tutto questo.

Portoghese, nato a Lisbona 66 anni fa da madre professoressa di francese e da padre assicuratore, si trasferisce in Francia dall'età di 17 anni dove ha preso i migliori diplomi. Oggi è padre di tre figli. Si racconta che la sua passione per l'automobile arrivi all'età di 14 anni. Fu allora che scoprì le corse automobilistiche durante una giornata al circuito portoghese, vicino a Lisbona, in Portogallo. L'ingresso nel mondo delle automobili è a 23 anni, quando viene assunto in Renault dove segue il progetto Megane. Viene poi inviato in Nissan dove diventa nel 2009 il responsabile del mercato Nissan per i mercati del Nord e del Sud America.

Nel 2011 entra in Renault nel ruolo chiave di Chief operating officer di Renault e lavora come braccio destro di Carlos Ghosn, un rapporto che però si incrinerà dopo un'intervista e che lo porterà in Psa, in pratica nel gruppo concorrente. In Psa è amministratore delegato e presidente del gruppo. Riduce i costi, rilancia le vendite e riporta il gruppo in attivo. E qualche anno dopo, nel 2017, acquista Opel dal gruppo americano General Motors. Dopo la fallita fusione tra Fca e Renault, convince le famiglia Agnelli-Elkann e Peugeot dell'opportunità delle nozze tra Psa e Fca. Il matrimonio si celebra nel 2021. Nasce Stellantis e lui ne diviene l'amministratore delegato.

Il contesto è difficile. La pandemia, la transizione. Il confronto complicato con il governo italiano sul piano, ma soprattutto l'audizione in Parlamento, dove è lui a puntare l'indice. «In Italia i costi sono troppo alti - dice - quello dell'energia per esempio è il doppio che in Spagna. Dovete spiegarmi come si fa a gestire questo problema». Tutti i gruppi lo criticano in modo aspro. Anche il governo lo accusa di aver gestito male. Lui ribatte anche dopo. «Altri hanno creato il caos e voi chiedete a me di risolvere la situazione e di garantire posti di lavoro». 
(Unioneonline)

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