N oi non discutiamo molto di società multiculturale, anzi rispetto a qualche tempo fa lo facciamo addirittura meno. Ma quando succede ci mettiamo molta enfasi, soprattutto chi è contrario, anche perché ne parliamo soprattutto quando c’è di mezzo una tragedia come quella di Saman Abbas.

Forse abbiamo così scolpita in mente quella faccenda della storia che si presenta sempre due volte, come tragedia e come farsa, che tutte le questioni importanti ci sembrano incombere da un brutto futuro prossimo un po’ tragico e un po’ sghignazzante.

E spesso invece è già presente, e il presente entra in scena in modo molto più casual del futuro. E fra tragedia e farsa magari sceglie la sit-com. Tre giorni fa, in un market di quartiere, la giovane cassiera inesperta manda in frantumi una bottiglia di birra sulla corsia d’acciaio dove scorrono le merci. In quella passa un altrettanto giovane inserviente senegalese che spinge un carrello e lei gli lancia un appello speranzoso: “Frate’, te la posso chiedere una cortesia…?”. E lui, con un sorriso furbo: “Sore’, mi dispiace: già lo sai, sono musulmano, l’alcol non lo possiamo neanche toccare”. Risate dei clienti, scontrino, sipario.

L’umorismo lega molto ed è leggero. Potrebbe essere un ottimo materiale da costruzione per la società di domani.

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