A bbiamo (pluralis modestiae) scioperato, ma non del tutto. Abbiamo dato allo stacanovista del venerdì Maurizio Landini una libbra del nostro lavoro, non di più. Questo Caffè, molto espresso perché fatto di fretta, è perciò soltanto il distillato di un discorso che, intero, sarebbe troppo lungo per il microspazio di questa rubrica. Ne esponiamo alcune idee alla rinfusa. Ne sono destinatari la classe politica, quella di comando che essa esprime e gli eterni insoddisfatti, quelli ai quali non va mai bene niente, neanche ciò che è nel loro interesse: come, per esempio, un aumento di stipendio. Pasolini li paragonò alle oche, che sono sempre scontente per loro natura e lo dimostrano con un vociare continuo e scomposto. Come quello della pletora di intellettualoidi tuttologi che, sguaiati, si susseguono nei talk show televisivi, sempre attenti a non chiamare le cose con il loro vero nome per non urtare nessuno, ligi al conformismo della dittatura lessicale progressista. Ai quali fanno da contrappunto i social con le loro armi verbali da combattimento. Intanto, in un’oscurità di mezza pace e mezza guerra, Stati finora “buonisti” mostrano i muscoli rinforzando gli eserciti: i potenti della Terra sembrano crisantemi che sorridono. «Sentinella a che punto è la notte?». É senza risposta la domanda del profeta biblico Isaia: ormai da anni, per noi, è notte anche di giorno.

© Riproduzione riservata