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I Borghi dei centenari

Ambiente, arte, sport e cibo:
il segreto per vivere cent’anni

Dai Tacchi dell’Ogliastra ai paesi fantasma: un itinerario tra i borghi dell’Isola dove la longevità è un fattore naturale
le grotte di su marmuri a ulassai (archivio u s )
Le grotte di Su Marmuri a Ulassai (archivio u.s.)

Un secolo, per alcune persone è una certezza. Per i veri uomini e le donne blu i cent'anni sono quasi una banalità, da raggiungere in serenità senza troppi problemi e malattie. Parlano la lingua sarda, mangiano coccoi prena e culurgionis, bevono cannonau. Hanno trovato la giusta ricetta per una lunga e piacevole esistenza, un mix di alimentazione e comportamenti sociali. Bentornati in Ogliastra, dove ambiente, alimentazione e arte sono un potentissimo "antiossidante".

Ulassai. Con un'alta percentuale di centenari fra i suoi 1500 abitanti, il paese di Maria Lai rappresenta una delle cinque blue zone del mondo. Incassato a quasi 800 metri d'altezza fra tacchi calcarei, si aprono spettacolari grotte, come is Lianas. E soprattutto su Marmuri, "il marmo", 850 metri in saloni con pareti altissime, laghetti e stalattiti che si uniscono a stalagmiti formando enormi colonne. Intorno non mancano le cascate come la Lecorci, e anche quella chiamata con un nome molto simile Lequarci alta una quarantina di metri considerata una tra le dieci più importanti in Italia. Ma ad attirare l'attenzione dei visitatori è anche la porta Barigau che si ritiene rappresenti gli ultimi resti delle mura medievali del paese. Non mancano, poi, testimonianze di epoche più remote con nuraghi come s'Ulimu, formato da due massicce torri unite, domus de Janas, dolmen, tombe di Giganti e villaggi nuragici e megalitici. Ma dal 2006 una delle attrattive maggiori di Ulassai è il museo della Stazione dell'arte dedicato a Maria Lai (scomparsa nel 2013) che al paese ha regalato 140 opere. Tra queste, una delle più spettacolari e memorabili è un'installazione che collega le case alle rocce circostanti con nastri colorati.

Perdasdefogu. Nel cuore della Sardegna c'è poi un paesino di duemila anime che ha dato i natali ai Melis, la famiglia più longeva del mondo (nove fratelli con 848 anni) dove le piazze sono dedicate agli scrittori. C'è quella dedicata a Peppino Fiori, con una citazione di Sonetàula, e un'altra intitolata a all'opera di Gabriel Garcia Marquez. Le strade sono tortuose e suggestive ma quando si arriva a Perdas, la vista è mozzafiato. I Tacchi richiamano turisti e appassionati di arrampicata da tutta Europa. Il centro urbano è formato da edifici ottocenteschi e case in pietra con al centro la parrocchiale di San Pietro apostolo, costruita a fine XIX secolo, che custodisce statue settecentesche.

Jerzu. Nell'elenco dei paesi dove si concentrano ultracentenari s'inserisce anche Jerzu: 3200 abitanti, tre ultracentenari, altri quattro che il traguardo del secolo lo hanno raggiunto quest'anno. C'è chi sostiene che il segreto di questa longevità possa essere legato alla principale attività di questa comunità, quella vitivinicola: al vino, infatti, è dedicato ogni anno ad agosto un evento, il “Jerzu wine festival”. Ma è anche lo spettacolare patrimonio ambientale un ulteriore motivo per visitare Jerzu.

Borghi fantasma. Gairo vecchio è il più famoso paese fantasma della Sardegna, sicuramente uno dei più belli e suggestivi di tutta l'Isola. La sua storia è tormentata: inizia alla fine dell'Ottocento, quando diversi nubifragi provocano frane e smottamenti, e continua fino alla terribile alluvione del 1951. Il paese non è più sicuro, dunque si decide di abbandonarlo. Arrivando da Osini e fermandosi a Osini vecchio è possibile vedere i due Gairo: quello vecchio sotto e quello nuovo sopra.

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