CRONACA - MONDO

Londra

È ancora allarme contagi in Gran Bretagna. Gli scienziati: "La gente si è rilassata troppo"

Il monito del ministro Jenrick: "Il virus è ancora con noi e abbiamo tutti un peso da portare"
un supermercato a londra (archivio l unione sarda)
Un supermercato a Londra (archivio L'Unione Sarda)

Torna a crescere l'allerta coronavirus nel Regno Unito, Paese che nei mesi scorsi ha fatto registrare il più alto numero di morti per Covid in Europa in rapporto alla popolazione.

L'impennata dei contagi, saliti a quasi 3000 casi quotidiani negli ultimi due giorni, il massimo risultato da maggio, è stata definita oggi come "inquietante" da Robert Jenrick, ministro delle Aeree Urbane del governo Tory di Boris Johnson.

E il Paese corre ai ripari, istituendo in alcune zone nuove restrizioni e forme di lockdown locali, inclusi Scozia e Galles dove a gestire l'emergenza sono i governi regionali guidati da indipendentisti scozzesi e Labour.

"Il virus è ancora con noi - ha sottolineato Jenrick rivolgendosi alla popolazione - e abbiamo tutti un peso da portare", un ruolo da svolgere "se vogliamo essere in grado di mantenere le nostre vite in una sorta di nuova normalità". Parole che fanno eco a quelle del professor Jonathan Van Tam, deputy chief medical officer dell'Inghilterra, secondo il quale la tendenza attuale della pandemia, nel Regno Unito come altrove, è di nuovo motivo di "grande allarme" oltre che conseguenza del fatto che molta gente "sembra essersi "rilassata troppo" rispetto alle precauzioni ancora oggi in vigore.

(Unioneonline/v.l.)

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