CRONACA - ITALIA

l'epidemia in italia

Coronavirus, 19 contagi e un morto:
ma sono centinaia i casi a rischio

Un nuovo caso è stato accertato nella notte a Cremona
il vertice con la protezione civile (ansa)
Il vertice con la Protezione civile (Ansa)

Altri due casi di positività al coronavirus sono stati registrati nel Nord Italia: uno nella notte in Lombardia, si tratta di un paziente che era ricoverato da qualche giorno all'ospedale di Cremona, l'altro questa mattina in Veneto, un 67enne di Dolo (Venezia).

Sono così 19 i casi in tutta Italia, includendo anche il 78enne morto: 16 si registrano in Lombardia. Il comune ha disposto la chiusura di tutte le scuole e sta valutando la sospensione di tutti gli eventi sportivi e quelli legati al Carnevale.

Ed è arrivata nella serata di ieri la prima vittima in Italia. Si chiama Adriano Trevisan, di 78 anni, è morto nell'ospedale di Schiavonia (Padova), dove era ricoverato assieme a un'altra persona risultata positiva. "Non c'è stato neanche il tempo di trasferirlo", ha detto il governatore veneto Luca Zaia.

Entrambi avrebbero contratto il virus giocando a carte in un bar con alcuni cinesi.

I casi accertati sono 18 dicevamo - due in Veneto, gli altri in Lombardia, dove sono stati isolati una decina di paesi - ma non finisce qui. Sono centinaia le persone che hanno avuto contatto diretti con in contagiati e sono in attesa di conoscere i risultati dei test. Circa 50mila invece i cittadini del Lodigiano che si trovano di fatto in quarantena.

Il "caso indice" del Lodigiano sarebbe un 38enne di Codogno che martedì 18 si è presentato in ospedale con sintomi influenzali ma al termine della visita è stato mandato a casa. È tornato il giorno dopo e questa volta è stato ricoverato, poi il responso dei test ha accertato la positività. È scattato immediatamente l'isolamento al Sacco di Milano, ma era già tardi. Perché nei giorni precedenti il 38enne ha fatto la sua vita di tutti i giorni: è andato al lavoro, all'Unilever di Casalpusterlengo, ha partecipato a due corse, giocato a calcetto e partecipato ad almeno tre cene e incontri di lavoro.

Probabilmente è stato contagiato durante una cena con un suo amico, un italiano che lavora nel Piacentino, rientrato dalla Cina il 21 gennaio. L'uomo però, il cosiddetto "paziente zero", è risultato negativo ai test. Delle due l'una: o non è lui il portatore del virus o lo ha avuto ma è già guarito e ha sviluppato gli anticorpi. A dare la risposta definitiva saranno i risultati degli esami del sangue in corso allo Spallanzani.

"Abbiamo preso tutte le misure e siamo disponibili a valutarne ulteriori, se necessarie. Rassicuriamo la popolazione, al momento abbiamo messo in quarantena tutte le persone che sono venute in contatto con i casi certificati positivi", ha detto il premier Giuseppe Conte al termine della riunione straordinaria delle Protezione Civile cui ha partecipato anche Roberto Speranza.

"Il servizio sanitario nazionale sarà all'altezza di questa sfida. Abbiamo fatto un lavoro di screening molto accurato, per selezionare uno ad uno i contatti stretti di queste persone li stiamo verificando con i tamponi e pensiamo che questa sia la modalità più efficace per contenere l'avanzamento del virus", ha dichiarato il ministro della Salute.

Guardando i dati a livello globale, risultano in calo i contagi in Cina. In crescita invece in Corea del Sud, dove sono stati registrati 142 nuovi casi di positività. In tutto il mondo i morti per il virus sono 2.360, compreso l'italiano, con più di 77mila contagiati.

Intanto è atterrato questa mattina, intorno alle 6.40 all'aeroporto di Pratica di Mare, il velivolo dell'Aeronautica militare con a bordo gli italiani rimpatriati dalla nave da crocierta Diamond Princess, bloccata in Giappone per l'emergenza.

I nostri connazionali, dopo aver terminato le visite, saranno trasferiti presso il Centro Sportivo dell'Esercito della Cecchignola.

(Unioneonline/L)

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