CRONACA - ITALIA

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Ci si sposa di più, ma sempre più vecchi e spesso con rito civile

L'Istat fotografa per l'ennesima volta un Paese sempre più vecchio, e in cui è sempre più difficile metter su famiglia
immagine simbolo (foto pixabay)
Immagine simbolo (foto Pixabay)

In Italia ci si sposa di più, ma sempre più vecchi e sempre più spesso facendo ricorso al rito civile, eccezion fatta per il Sud, dove le coppie continuano a preferire la chiesa. Quanto alle unioni tra persone dello stesso sesso e ai bambini nati fuori dal matrimonio, prevalgono nelle grandi città.

Il report Istat su matrimoni e unioni civili nel 2018 è l'ennesima fotografia di un paese sempre più vecchio, in cui è sempre più difficile metter su famiglia.

Nel 2018 sono 195.778 i matrimoni celebrati, 4.500 (il 2,3%) in più rispetto all'anno precedente. Poco più della metà (98.182, il 50,1%) sono avvenuti con rito civile, formula in costante aumento (basti pensare che nel 1970 erano il 2,3% del totale, nel 2008 il 36,7%). In particolare al Nord, dove il rito civile rappresenta il 63,9% del totale delle nozze, a fronte di un Sud dove il 69,6 dei matrimoni si celebra in chiesa.

Strano a dirsi, ma sono proprio i giovani i più legati alla tradizione, visto che solo il 24,8% degli under 30 sceglie il rito civile.

Degli oltre 195mila matrimoni, 33.933 (il 17,3%) hanno avuto almeno uno degli sposi straniero.

ETÀ DEGLI SPOSI - Sempre più alta, dicevamo. Gli uomini arrivano al primo matrimonio in media a 33,7 anni (nel 2017 erano 32,1), le donne a 31,5 (nel 2017 a 29,4).

Diverse le cause, secondo l'Istat. La prima è l'invecchiamento di un Paese in cui - negli ultimi dieci anni - la fascia di popolazione tra i 16 e i 34 anni è diminuita di 12 milioni. Poi c'è la "prolungata permanenza dei giovani in famiglia", secondo le statistiche il 67,5% dei maschi (+1,3% rispetto al 2008) e il 56,4% delle donne (+3%) tra i 18 e i 34 anni vive in casa. Una situazione, questa, dovuta "all'aumento della scolarizzazione e all'allungamento dei tempi formativi, alle difficoltà che incontrano i giovani nel mondo del lavoro, alla condizione di precarietà del lavoro stesso e alle difficoltà di accesso al mercato delle abitazioni".

UNIONI GAY - Nel 2018 se ne contano 2.808, con una prevalenza di uomini (il 64,2% del totale). Il 37,2% è stato costituito nel Nord Ovest e il 27,2% nel Centro, ma è soprattutto nelle grandi città che si concentra il maggior numero. Tra Roma e Milano si concentra quasi il 20% del totale.

(Unioneonline/L)

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