CRONACA - ITALIA

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"Mo...idi autoctoni": il cartello che insulta i disabili fa il giro del web

Choc per una scritta affissa davanti a un locale, poi le scuse: "Non volevamo offendere nessuno"
livorno (wikipedia) nel riquadro il cartello choc (facebook)
Livorno (Wikipedia), nel riquadro il cartello choc (Facebook)

Bufera su un locale di Livorno per un cartello esposto dai titolari altamente offensivo nei confronti delle persone disabili.

La scritta choc è stata affissa come replica a un esposto sul montaggio di pedane esterne e, nel testo, viene usata la disabilità come insulto contro gli estensori dell'esposto stesso, definiti "mo...idi autoctoni": "Il rammarico che noi abbiamo - si legge nel cartello - è questo: purtroppo circa 50-60 anni fa la scienza medica non aveva ancora inventato il Tri Test e l’amniocentesi, altrimenti avremmo volentieri consigliato ai genitori di cui sopra di farla bene e magari ripetere l’esame, e poi visti i miserevoli risultati non farne proprio di nulla".

Parole gravissime, postate su Facebook e poi rimosse per le centinaia di commenti indignati.

Inutili i tentativi di "sincere scuse" per "chi, giustamente, si sente preso in causa per le nostre parole": "Non volevamo offendere nessuno con questa lettera, ma volevamo rivolgerci alle persone in particolare che purtroppo ci stanno mettendo i bastoni fra le ruote sin dal primo giorno in cui abbiamo aperto e che tra segnalazioni ed esposti ci fanno arrivare, quotidianamente, dei controlli che purtroppo per loro sono vani, dato che ogni cosa dentro il nostro locale è stata prima approvata in Comune e poi fatta".

Anche il Comune di Livorno è intervenuto, con una nota, per condannare l'iniziativa: "L'Amministrazione comunale tutta - si legge - si unisce allo sconcerto a cui hanno dato voce, in queste ore, tante persone colpite dal vergognoso messaggio che è apparso fuori da un locale della Venezia".

"È inaccettabile - prosegue la nota - che la condizione di disabilità sia evocata da qualcuno come un'offesa. Vogliamo condannare senza appello comportamenti come questi, che ci confermano la necessità di portare avanti un impegno forte e deciso per superare stereotipi e pregiudizi insopportabili".

(Unioneonline/D)

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