CRONACA - ITALIA

dal carcere

Carabiniere ucciso, Natale Hjort: "In America sarei stato fuori su cauzione"

Lo studente americano è recluso a Regina Coeli: è accusato di omicidio
il luogo in cui mario cerciello rega (nel riquadro) stato ucciso (ansa)
Il luogo in cui Mario Cerciello Rega (nel riquadro) è stato ucciso (Ansa)

"In America c'è un sistema diverso e probabilmente non sarei stato in cella, sarei uscito su cauzione".

Queste le parole di Christian Gabriel Natale Hjort, accusato insieme a Finnegan Lee Elder, di concorso in omicidio per la morte del vicebrigadiere dei carabinieri Mario CercielloRega, assassinato a coltellate nella notte tra il 25 e il 26 luglio.

Entrambi gli studenti americani sono reclusi a Regina Coeli, dove hanno ricevuto la visita di una delegazione del Partito Radicale, composta da Irene Testa, dal segretario del partito Maurizio Turco e dalla presidente dell'Istituto Luca Coscioni Maria Antonietta Farina Coscioni.

"Natale Hjort non si è lamentato delle condizioni in cella, ci è sembrato invece molto incuriosito della nostra iniziativa. Avendo i genitori lontani, ci ha detto che li rivedrà probabilmente a settembre", ha dichiarato Testa.

I due americani sono tra gli oltre mille detenuti reclusi nel carcere della Capitale, a fronte di una capienza di 616 posti letto nella struttura.

Quella del sovraffollamento è tra le "evidenti criticità" riscontrate dal Partito Radicale nel penitenziario.

"È un carcere vecchio, ci sono reparti davvero fatiscenti, le celle sono molto piccole (tre metri quadri con più letti a castello). In alcune ci sono muri davanti alla finestra. Troppi detenuti e pochi agenti penitenziari", ha concluso Testa.

(Unioneonline/F)

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