ECONOMIA

la denuncia

Sanità: "Otto mesi per una Tac e cinque per una risonanza, situazione insostenibile"

L'appello dei pensionati delle Acli alla Regione: "Intervenga sulle liste d'attesa"
foto simbolo (pixabay)
Foto simbolo (Pixabay)

Otto mesi per una Tac e cinque per una risonanza "non sono tempi accettabili e degni di un Paese civile".

Lo dice l'associazione dei pensionati delle Acli, la FAP, che in Sardegna conta circa 10.000 pensionati iscritti: "Dobbiamo tutelare i nostri anziani, sono loro quelli più a rischio nel post Covid in Sardegna".

"Sono sempre più numerose le segnalazioni di anziani e pensionati circa gli insostenibili ritardi nelle visite e negli esami diagnostici - spiega il segretario regionale Sebastiano Sanna -. In particolare in provincia di Sassari, dove le liste d'attesa, già molto lunghe prima della pandemia, stanno diventando insopportabili".

A Sassari, al 9 marzo, e dunque prima del Covid, "occorrevano già 8 mesi nell'Ospedale della città che serve tutto il territorio per poter effettuare una Tac con il contrasto. 7 invece i mesi di attesa per una mammografia. 5 mesi per un TSA. Sempre 5 mesi per una Risonanza. E per le visite specialistiche non andava meglio: 40 giorni per una visita ortopedica, 130 per una neurologica, 77 per una endocrinologica, 81 per una pneumologia".

"Sono tutti tempi - prosegue - che ora si sono moltiplicati con 100 giorni in più. E chi non può attendere e vuole evitarli è costretto a cercare una soluzione alternativa per effettuare gli esami: deve ricorrere ad una raccomandazione, oppure deve spendere soldi per una visita privata o per un viaggio a Cagliari e magari è anche costretto a far chiedere un giorno di ferie ai propri figli o ai parenti per farsi accompagnare. Una situazione come abbiamo detto insostenibile ed incivile".

"La Regione - conclude Sanna - dopo aver fatto interventi efficaci sul fronte del contrasto alle liste d'attesa nel 2018 e nel 2019, sembra essersi fermata, proprio quest'anno che la situazione è più grave per il Covid. Il nostro appello è semplice: intervenite sulle liste d'attesa, perché queste danneggiano i più poveri e i più deboli, che troppo spesso sono gli anziani e che poi sono costretti a ritardare cure necessarie con maggiori costi per tutti e danni gravi, se non irreparabili, alla salute".

(Unioneonline/D)

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