ECONOMIA

la vertenza

Aias, vicenda arretrati al palo: sciopero in tutte le sedi

L'azienda chiede di non scioperare, in virtù dei 20 giorni di lavoro pagati. "Richiesta offensiva, cosa sono 20 giorni a fronte di 12 mensilità non pagate?", replicano i sindacati
(foto farris)
(Foto Farris)

Domani e giovedì sarà sciopero in tutte le 43 sedi Aias dell'isola: sit in e manifestazioni di protesta previste dalle 10.30 alle 14 davanti al palazzo del Consiglio Regionale di via Roma.

Respinto al mittente dunque l'invito dell'azienda nei giorni scorsi (reiterato anche oggi con una lunga comunicazione degli avvocati indirizzata a Cgil, Cisl e Uil Fp) a bloccare lo sciopero (o almeno a comunicarne le esatte modalità di svolgimento) in considerazione della parziale mensilità pagata (un 66 per cento, cioè il periodo intercorrente tra il 10 e il 31 ottobre 2019) e delle carenze di organico che verrebbero a crearsi con una forte adesione allo sciopero.

Nella lettera odierna gli avvocati dell'Aias definiscono inoltre illegittimo lo sciopero di 48 ore invocando l'intervento della Commissione Nazionale di Garanzia Sugli Scioperi nei Servizi Pubblici Essenziali. Organo di controllo che però si è già espresso alcuni giorni fa deliberando la leggimità dell'astenzione annunciata.

"Lo sciopero si farà eccome: hanno pagato 20 giorni di lavoro, la richiesta degli avvocati Aias è quantomeno offensiva" commenta Fulvia Murru, segretario regionale Uil Fpl. Rinforza il concetto Roberta Gessa, segretario regionale Cgil Fp: "Pagare 20 giorni di stipendio avendo 12 mensilità arretrate e una richista di fallimento pendente è quantomeno curioso. Alle 48 ore già fissate seguiranno altre astensioni dal lavoro".

Claudio Nuscis, segretario Cisl Fp del Sulcis, segnala che "l'azienda sta inviando i propri avvocati nei vari centri per convincere i lavoratori a non prendere parte ad uno sciopero che potrebbe rovinare il percorso avviato con il tribunale per evitare il fallimento". Nuscis bolla l'iniziativa come "una gravissima scorrettezza con la quale si cerca di ledere un diritto costituzionale".

Intanto dopo quasi 3 settimane ieri è stato (momentaneamente) sospeso lo sciopero della fame condotto da una ventina di dipendenti che presidiavano l'assessorato alla sanità. I venti lavoratori prenderanno parte al sit in di via Roma.

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