CULTURA

Teatro

Scanzi racconta Gaber, doppio appuntamento a Ulassai e Cagliari

Uno spettacolo "per non dimenticare un artista eccezionale"
andrea scanzi (foto da profilo ufficiale instagram)
Andrea Scanzi (foto da profilo ufficiale Instagram)

Proseguono gli appuntamenti nell'ambito del "Rocce Rosse Blues", festival della musica ma non solo giunto alla 29esima edizione.

Sabato 19 settembre appuntamento speciale con Andrea Scanzi nella magnifica location della Stazione dell'Arte di Ulassai. E la domenica successiva la replica a Cagliari al Teatro Massimo, con 200 posti disponibili.

Lo spettacolo si incentra sul Giorgio Gaber teatrale, quello che ha il coraggio di uscire dalla tv e che entra con Sandro Luporini nella storia.

Tutto nasce da un'idea di Andrea Scanzi, gaberiano doc: il giornalista e scrittore aretino si è laureato nel 2000 proprio su Gaber, De André e i cantautori di quella generazione.

"Ho visto per la prima volta Giorgio Gaber nel '91 a Fiesole - spiega Scanzi - ed è da allora che gli voglio bene; sono terrorizzato dall'idea che la sua memoria si perda. Il nome Gaber lo conoscono tutti, ma se vai a scavare ti accorgi che Giorgio Gaber è conosciuto solo in modo superficiale. Il Gaber più forte, quello più geniale, è spesso quello che meno si conosce. Sono convinto che Gaber e Luporini siano stati profetici almeno quanto Pasolini. In ogni loro canzone e monologo ci sono degli elementi di lucidità, profezia e forza che sono qualcosa d'incredibile. La presenza scenica, la mimica, la lucidità profetica, il gusto anarcoide per la provocazione, il coraggio (a volte brutale) di 'buttare lì qualcosa' e l'avere anticipato così drammaticamente i tempi, fanno del pensiero di Gaber-Luporini, oggi più che mai, un attualissimo riferimento per personaggi della politica, dello spettacolo, della cultura, del nostro sociale quotidiano".

"E pensare che c'era Giorgio Gaber" è, dunque, uno spettacolo "per non dimenticare un artista eccezionale. Sarà la versione aggiornata e rivisitata del mio 'Gaber se fosse Gaber', che ho messo in scena 150 volte. La regola è chiara: sono disponibile a portarlo in tutti quei Comuni che, oltre a mettere in scena lo spettacolo, si impegneranno a intitolare una via, una biblioteca, o cosa riterranno più opportuno, a Giorgio Gaber. Viva Gaber!"

Regia e direzione di scena di Simone Rota, lo spettacolo ha il patrocinio della Fondazione Giorgio Gaber.

(Unioneonline/v.l.)

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