CULTURA

Onde gravitazionali di Einstein, dalla teoria alla pratica verso nuove scoperte

Sono stati i protagonisti di una delle scoperte più importanti del millennio, dimostrando l'esistenza delle onde gravitazionali che Albert Einstein aveva previsto nel 1916. Ascoltando, cioè, la voce dell'universo attraverso la luce. E per questo si sono aggiudicati il premio europeo per la fisica Eps-Edison-Volta 2018.

A ritirare il prestigioso riconoscimento, consegnato in occasione del "Festival della Luce" di Como, il fisico scozzese Jim Hough, dell'università di Glasgow e Catherine Nary-Man, director of research al Cnrs di Parigi, in rappresentanza del team internazionale composto da Alain Brillet dell'osservatorio della Costa Azzurra di Nizza, Karsten Danzmann del Max-Planck-Institut di Hannover e dall'italiano Adalberto Giazotto dell'Istituto nazionale di fisica nazionale di Pisa, che ha contribuito a dare la prova sperimentale delle onde gravitazionali, ipotizzate da Einstein come conseguenza della teoria della relatività generale.

La giuria ha deciso di conferire ai quattro ricercatori il premio "per lo sviluppo, nei rispettivi Paesi, delle tecnologie cruciali e delle innovative soluzioni sperimentali, che hanno permesso ai rivelatori di onde gravitazionali Ligo (Usa) e Virgo (Italia) di rilevare i primi segnali di onde gravitazionali generati dalla fusione di sistemi binari di buchi neri e stelle di neutroni'.

"Nel 1971 - ha ricordato Hough - indagavamo questi ambiti scientifici sviluppando rilevatori alla ricerca delle onde gravitazionali". Nel corso degli anni "siamo passati dall'uso di barre di alluminio risonanti fino ad arrivare al moderno interferometro". Poi "io sono entrato a far parte del team di ricercatori tedeschi di Geo600 che lavorava allo sviluppo della tecnologia per Ligo negli Stati Uniti".

In particolare, "la mia ricerca, finalizzata all'applicazione del sistema di sospensione che avevo realizzato insieme ai miei colleghi a Glasgow, ha permesso la realizzazione dell'Advanced Ligo, che ha migliorato in maniera sostanziale la sensibilità dei rivelatori, consentendoci di ottenere questi risultati".

Le onde gravitazionali permetteranno di "dare informazioni preziose sulle galassie; secondo molti addirittura sull'origine dell'universo", ha spiegato Nary-Man. "Le onde gravitazionali - ha proseguito - ci mandano segnali di frequenza mai percepiti dai telescopi e rappresentano frequenze mai registrate prima, che permettono di arrivare fin nel cuore delle galassie, dei pianeti e dei buchi neri".

Durante la cerimonia è stata assegnata anche la borsa di studio Edison, in memoria di Francesco Somaini, a Guido Menichetti, laureato in Fisica all'università di Pisa, dove ha svolto anche il dottorato e attualmente in forza al Graphene Labs dell'Istituto italiano di tecnologia di Genova (IIT).

(Unioneonline/v.l.)

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