CULTURA

L’arte sarda va a Roma: selezionate opere di Ziranu, Medda e dal Vigo

l artista roberto ziranu
L'artista Roberto Ziranu

Fra otto mesi, a Roma, a raccontare la Sardegna e l'arte isolana ci saranno un corpetto forgiato dal ferro a testimoniare l'essenza della donna sarda. Ma anche un "San Girolamo" aerografato che invita a recuperare la propria dimensione interiore. E una combinazione originale di tessuti della tradizione isolana. Sono le tre opere selezionate per la dodicesima mostra d'arte internazionale fra quelle esposte nel museo del territorio de Sa Corona Arrubia per l'unica tappa sarda della biennale romana. Roberto Ziranu di Orani, Ettore Aldo dal Vigo di Sassari e Maria Grazia Medda di Decimomannu esporranno dal 20 al 29 gennaio nelle sale del Bramante. Le loro produzioni artistiche sono state scelte dalla giuria d'esperti d'arte Giuseppe Manias, Daniela Madau, Anna Sanna, Ilaria Giacobbi e Paolo Sirena.

Convinti dal "Corpetto femminile" di Roberto Ziranu, che fa parte della collezione "Origini", ispirata alla tradizione e cultura sarda. Una scultura in ferro ideata da uno studio di Ziranu sulle forme arcaiche delle vecchie zappe di suo nonno, poi trasformate e stilizzate in figure femminili. Opera scelta «per l'eleganza e lo stile di una forma nuova forgiata dal ferro, l'essenza universale della femminilità in chiave sarda». Questo il giudizio della giuria, che ha selezionato anche "Dalla serie Sancta Sanctorum 5 Heremitam" di Ettore Aldo del Vigo. Un'opera aerografata dalla finezza incredibile. «Inquietante perfezione tecnica», segnalata anche nelle motivazioni dei giudici, «che fa riflettere sulla vacuità della vita in un periodo in cui l'incertezza delle politiche internazionali riporta il nostro "Io" a pensare se stesso. Come San Girolamo trasmette la continua necessità di riflessione e riscoperta dell'io».

Terza opera scelta "Texidos" di Maria Grazia Medda, mix di tessuti e materiali sardi «per quel calore che emana, dato dalla scelta di combinare tessuti diversi della tradizione sarda composti organicamente in una struttura di matrice orientaleggiante che unisce mondi apparentemente lontanissimi».

Tutte le 46 opere partecipanti all'iniziativa potranno ancora essere ammirate nelle sale del museo de Sa Corona Arrubia sino al 30 giugno. L'esposizione e il progetto artistico sono stati organizzati dall'associazione "Morsi d'arte" in collaborazione col Centro Internazionale Artisti Contemporanei e il Consorzio Sa Corona Arrubia.

Antonio Pintori

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