CAFFÈ SCORRETTO - CELESTINO TABASSO

Celestino Tabasso

Il balestriere

Q ualche testata ha rilanciato un fatto curioso successo un paio di giorni fa: a Scortichino, dalle parti di Ferrara, hanno arrestato un tipo che perseguitava il vicino di casa sparandogli con una balestra sulle finestre. La cosa più bizzarra è che il balestriere agiva col volto coperto da una maschera di Bertinotti, che poi i carabinieri gli hanno sequestrato insieme a biglie d'acciaio, coltelli e altri accessori di cui un onesto stalker generalmente si dota.

Qui finisce la cronachetta e cominciano le domande. Perché la maschera di Bertinotti? Voleva essere una citazione della banda degli ex presidenti di “Point Break”? Ma allora perché non la maschera di un potente a 24 carati come Andreotti o Berlusconi? O forse era un raffinato gioco alla Sciascia, il travisamento che diventa ancora più insolito e caratteristico della fisionomia genuina, come le lettere di “A ciascuno il suo”, anonime ma composte con caratteri ritagliati dall'Osservatore Romano? O voleva essere una satiretta politica su quanto è brutto avere accanto uno che ti spara dardi? Ma allora perché non una più moderna maschera di Renzi?

Ma soprattutto: dove diavolo l'ha pescata una maschera di Bertinotti? E infine: se lo verrà a sapere, e speriamo di no, quanto si sentirà dimenticato D'Alema?

CELESTINO TABASSO

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