Diana Bianchedi si dimette da capo delegazione della Nazionale: «I miei valori messi ingiustamente in discussione»
La decisione «a seguito delle dichiarazioni del ministro Abodi e delle polemiche che ne sono scaturite»Diana Bianchedi (ANSA/MOURAD BALTI TOUATI)
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«A seguito delle dichiarazioni rilasciate dal ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, e delle polemiche che ne sono scaturite negli organi di stampa questo pomeriggio, rassegno le mie dimissioni da Capo delegazione della Nazionale».
Così Diana Bianchedi annuncia di lasciare l'incarico con l'Italia che le era stato conferito lo scorso agosto.
«Una decisione maturata per il grande rispetto che ho del Coni - ha spiegato l'ex campionessa di scherma -, della sua Giunta, della FIGC e delle istituzioni sportive, come dimostra la mia carriera da atleta e da dirigente. Ho sempre agito con correttezza e serietà, nel rispetto delle norme e delle persone, per il bene dello sport: valori che oggi vengono ingiustamente messi in discussione. Inoltre, scelgo di fare un passo indietro per quello che rappresenta la maglia azzurra, al fine innanzitutto di proteggere la squadra da inutili polemiche. Una squadra che ho trovato compatta, motivata, con grandi professionisti, a partire dal commissario tecnico, passando ai giocatori e a tutto lo staff. Li ringrazio per come mi hanno accolto e per le emozioni che pur in pochi giorni mi hanno fatto vivere. Ricordiamoci - conclude Bianchedi - che lo sport è, e deve essere, primariamente questo. Tifiamo per questi ragazzi, se lo meritano».
Abodi aveva criticato Bianchedi e l’altro vicepresidente Marco Di Paola per aver espresso parere negativo sulla proposta di commissariamento della FederPesi avanzata dal numero uno del Coni, Luciano Buonfiglio, salvo poi adeguarsi a favore della stessa nel corso della votazione: «Il vicepresidente vicario e il vicepresidente hanno diritto e dovere di esprimere un'opinione, ma se è sempre contraria dovrebbero fare una scelta, perché quel ruolo è stato affidato loro nell'ambito di un rapporto fiduciario. Fa riflettere che due figure così rappresentative alle quali è stato affidato fiduciariamente un ruolo di primo piano non riescano a testimoniare questa fiducia affidata, a testimoniarla in modo conseguente. Sono scelte che faranno al loro interno, ma normalmente questi rapporti così non durano molto nel ruolo e nella funzione».
(Unioneonline)
