Il giorno dopo il conflitto a fuoco davanti all’armeria di Sardara, indagini a tutto campo per ricostruire la dinamica dei fatti e risalire agli autori della rapina. Due le novità: le auto utilizzate per il colpo e per la fuga, ritrovate dai barracelli del paese lungo la complanare della 131; e l’acquisizione delle immagini degli impianti di videosorveglianza dislocati nelle strade che conducono alla cittadina termale.

Sotto esame anche i bossoli sull’asfalto, gli accertamenti balistici potranno contribuire a ricostruire la dinamica della sparatoria tra i banditi e il padre 79enne della titolare dell’armeria, e verificare la provenienza dei colpi esplosi durante le fasi concitate dell’assalto.

Bocche cucite sull’entità del bottino, ovvero su quanti fucili e quante pistole sono stati sottratti. L’unico dato che trapela è una sommaria quantificazione del danno subito: circa 80mila euro.

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