Nell’ambito del progetto "Tutto il mondo è musica”, il Rotary Club di Sanluri Medio Campidano, le Cooperative Alfa beta e Virginia hanno donato alla colonia penale Is Arenas, nel comune di Arbus,  33 strumenti, tra cui chitarre, tastiere, violini, trombe, sax, flauti, e anche amplificatori, cavi e per l’utilizzo degli strumenti. La donazione è stata fatta dopo aver svolto e sentito le esigenze delle persone all’interno della struttura penitenziaria.

«L’idea - ha spiegato Orsola Altea, presidente del Rotary Club Sanluri Medio Campidano - ha come obiettivo l'utilizzo della musica quale strumento di facilitazione per l'unione di individui appartenenti a diverse nazionalità all'interno di una struttura penitenziaria. I destinatari del progetto sono i detenuti della casa di reclusione Is Arenas, situata in Sardegna ad Arbus (SU), che funge da istituto penale di lavoro all'aperto in un'area dell'isola non accessibile al turismo di massa. Il progetto si propone di migliorare l'integrazione e la socializzazione dei detenuti provenienti da differenti contesti nazionali, attraverso la creazione di un programma formativo musicale che coinvolga tutte le etnie presenti. L'intento del percorso è quello di utilizzare la musica come "ponte" tra culture diverse, promuovendo la consapevolezza di un'identità comunitaria e lasciando da parte la conflittualità al di fuori delle mura del penitenziario. Al termine del programma formativo i partecipanti si esibiranno con gli strumenti musicali, previsti nel progetto, e si svolgerà anche una tavola rotonda per una riflessione a più voci sull’istituzione carceraria».

Gli strumenti musicali sono stati comprati grazie a contributi economici, oltre della cooperativa guspinese, delle sedi del Rotary Cagliari, Cagliari Nord, Cagliari Sud, Quartu Sant’Elena, Bosa, Siniscola, Sardegna Centrale, Nuoro, Passport.

La struttura di Is Arenas è una delle tre colonie penali presenti nell'Isola ed è stata istituita negli anni '60 in un'area ex mineraria. Attualmente accoglie esclusivamente detenuti con condanne definitive, per lo più stranieri, che svolgono attività lavorative all'interno di una vasta area di 2.700 ettari, dedicata a colture, pascoli e in parte caratterizzata da terreni boschivi. Il sistema di detenzione adottato è particolarmente aperto, e una buona parte delle giornate sono trascorse dai detenuti nelle attività condotte nei campi.

Maria Teresa Errico, direttrice della casa di reclusione, ha voluto estendere un ringraziamento per la realizzazione del progetto, per la generosa donazione e per il modo in cui è stata curata la parte iniziale, attraverso il coinvolgimento diretto degli ospiti della struttura, tramite la rilevazione delle proprie preferenze rispetto agli stili e agli strumenti musicali.

«Il Progetto – conclude Altea -  è stato propedeuticamente condiviso con la Direttrice della Casa di Reclusione Dr.ssa Maria Teresa Errico, al suo team dell’aerea educativa e con i detenuti presenti. Fase che avuto la finalità di creare con i detenuti un primo contatto e suscitare il loro coinvolgimento, che è avvenuto con la partecipazione attiva del Responsabile della sezione educativa della comunità penitenziaria».

© Riproduzione riservata