World Pasta Day 2026: che vita sarebbe senza pasta?

22 ottobre 2026 alle 14:52
Roma, 22 ott. (askanews) - Che ruolo ha la pasta nella nostra quotidianità? È proprio da questa domanda che si sviluppa l'incontro "Che vita sarebbe senza pasta?", tenutosi all'Antica Pesa in vista del World Pasta Day 2026 che si celebrerà Domenica 25 ottobre. Un'occasione di confronto dove sono stati anche discussi i risultati dell'indagine condotta da AstraRicerche, che evidenzia il ruolo centrale della pasta nelle abitudini, nella cultura e nell'identità degli italiani.L'intervista a Paolo Barilla, Presidente di Unione Italiana Food: "La pasta parte con un grandissimo punto di forza: è nella memoria delle persone e lo sarà anche in futuro. La gente vuole vivere di pasta anche nel domani perché è l'oggetto dei loro desideri e dei loro piaceri a tavola. Il compito nostro, dell'industria e dei produttori, è quello di innovare e saper servire un piatto di pasta per ogni stile di vita possibile. Si cerca rapidità in cucina, il piatto pronto, una maggiore semplicità nel preparare il piatto, con un'intera nuova generazione che è interessata ad altri aspetti, ad altri sapori, ad altre formulazioni".Le parole di Francesco Lollobrigida, Ministro dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste: "Ci sono mille motivi per sostenere e difendere la pasta, prodotto di eccellenza, e abbiamo lavorato in questi anni per farlo. Come Ministro dell'Agricoltura, riservo grande attenzione alla produzione di un grano di qualità, in grado di sostenere le esigenze della nostra industria".Ma la pasta non è solo un simbolo del nostro vivere quotidiano. Dietro ad un alimento semplice ed indispensabile, c'è un'industria che, mai come in questo periodo, deve fronteggiare sfide e difficoltà in un mondo che si trasforma.L'intervento di Margherita Mastromauro, Presidente dei pastai di Unione Italiana Food: "La pasta è un patrimonio sociale, culturale ed economico del nostro Paese. Noi quest'anno abbiamo scelto di esaminare con uno studio Ambrosetti anche quanto vale la nostra filiera. Su un valore complessivo di 80 miliardi, che è la filiera agroalimentare complessiva, la pasta vale da sola 13 miliardi e mezzo".Il commento di Fabio Divella, Supervisore Divisione Pasta di F. Divella S.p.A.: "L'industria pastaria deve tenere il passo alle nuove mode. Ciò avviene dando valore alle proprie competenze e al know how storico della nostra industria. La famiglia Divella, per esempio, ha oltre 130 anni di attività: siamo pastai da quattro generazioni e abbiamo sempre valorizzato il nostro know how e le nostre competenze, ma soprattutto cerchiamo di offrire prodotti sempre in linea con quelle che sono le richieste del mercato". La vera sfida per i pastai italiani sarà continuare ad innovare per continuare ad essere competitivi. Indispensabile fare squadra con le istituzioni, per garantire che il piatto simbolo del Made in Italy resti, nel mondo, un'eccellenza imbattibile e accessibile a tutti.