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Una speranza contro lo sbiancamento delle barriere coralline
22 ottobre 2026 alle 15:32
Stanford, 22 ott. (askanews) - Le barriere coralline di tutto il mondo sono minacciate dall'innalzamento della temperatura dell'acqua marina, che provoca uno sbiancamento diffuso, un problema causato dai cambiamenti climatici e aggravato dall'intenso fenomeno El Nino di quest'anno. In soccorso di questa incredibile ricchezza dell'ambiente una soluzione tanto semplice quanto geniale. I ricercatori dell'Univestità di Stanford hanno scoperto un metodo innovativo per invertire lo sbiancamento dei coralli a tempo di record: far toccare fisicamente i coralli sbiancati e moribondi con cloni sani, ossia della stessa specie.La scoperta, pubblicata a metà ottobre 2026 sulla rivista Science Advances, è avvenuta inizialmente per un puro caso di laboratorio all'interno dei acquari della Stanford Doerr School of Sustainability. Due frammenti appartenenti alla stessa colonia di corallo si sono ribaltati accidentalmente, finendo l'uno contro l'altro: uno era sano e l'altro gravemente sbiancato. Gli scienziati hanno notato con stupore che il colore ha iniziato a tornare nel corallo malato proprio nel punto di contatto. Una scoperta che potrebbe aprire la strada a interventi concreti, se replicabile su larga scala.I coralli sbiancati erano stati in gran parte considerati irrecuperabili a causa del loro alto tasso di mortalità, ha affermato uno dei ricercatori, sebbene il nuovo studio dimostri invece che "non dovrebbero essere considerati una causa persa".Il recupero delle barriere coralline è un'area di ricerca molto attiva, con sforzi che vanno dall'utilizzo di vivai artificiali per salvare le barriere alla ricerca e alla coltivazione di specie più resistenti al calore.
