Secondo giorno di protesta studentesca, a Cagliari si uniscono anche gli universitari
Le trombette scandiscono il passo, i cori si alzano tra i palazzi e le bandiere tricolori e dei Quattro Mori ondeggiano sopra la folla. A Cagliari la protesta degli studenti non si ferma: per il secondo giorno consecutivo, le strade si riempiono di slogan e cartelli contro le condizioni degli istituti e per chiedere più investimenti nell’istruzione.
Questa mattina, accanto ai liceali, sono scesi in piazza anche gli universitari. «Siamo qui per dare solidarietà ai liceali», spiega Veronica Cugusi, studentessa di Fisica all’Università di Cagliari. «Essendo borsisti abbiamo vissuto in prima persona i problemi del diritto allo studio, a partire dal caro affitti».
Il corteo, partito da piazza Garibaldi intorno alle 10 con almeno 600 partecipanti, ha ripercorso il tragitto di ieri fino al palazzo del Consiglio regionale, in via Roma. Lungo il percorso non sono mancati i cori contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. In via Manno sono stati accesi alcuni fumogeni, mentre alcuni ragazzi hanno raggiunto il tetto di un edificio per sventolare bandiere rosse al passaggio dei manifestanti.
La mobilitazione cerca intanto un confronto con le istituzioni. Ieri Jacopo Melis, studente del Foiso Fois e rappresentante di Gioventude Noa de Sardigna, è salito, con altri tre ragazzi, a parlare con Camilla Soru, presidente della Seconda commissione permanente del Consiglio regionale. Tra i temi affrontati, la proposta di organizzare un incontro pubblico con un tavolo di discussione tra studenti e istituzioni sulla lingua sarda.
