Sant'Elia ha il suo ambulatorio di prossimità: «Nessuno resti fuori dal sistema sanitario»
Un quartiere con oltre 7mila abitanti senza un solo medico di base, senza un pediatra di libera scelta. Una lacuna che il nuovo ambulatorio di prossimità, inaugurato oggi, a Sant’Elia si propone di colmare, portando la sanità dove i bisogni sono più acuti e spesso più silenziosi.
«Mancava un pezzo determinante: la prevenzione e la promozione della salute per chi, a causa di diverse fragilità, rinuncia a curarsi», spiega l’assessora alle Politiche sociali del Comune di Cagliari Anna Puddu. La struttura nasce nell’abito del programma “PN Equità nella Salute 2021-2027” avviato dalla Asl di Cagliari in collaborazione con il Comune, e punta a integrare nello stesso spazio i servizi sanitari con quelli sociali, con un calendario condiviso che vede operare fianco a fianco i diversi settori di protezione.
All’ambulatorio non si va per una visita specialistica. Medici e infermieri “prendono in carico” il paziente, analizzano le criticità — economiche, di isolamento, di solitudine — e costruiscono risposte personalizzate. «La presa in carico è leggera», sottolinea il direttore generale della Asl di Cagliari Aldo Atzori, «vogliamo avvicinare quei cittadini che rischiano di restare fuori dal sistema sanitario, ridurre gli aspetti burocratici e restituire fiducia».
Un modello che il Comune non considera un caso isolato. «È replicabile in altri quartieri tenendo conto dell'eterogeneità dei diversi contesti», assicura Puddu, anticipando che l’amministrazione sta lavorando su una rete di spazi polifunzionali ricavati da immobili chiusi, da restituire alla città attraverso servizi studiati per i bisogni locali.
