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Lavoro agile, scatta l'obbligo di informativa annuale sui rischi
28 maggio 2026 alle 16:55
Bologna, 28 mag. (askanews) - Da casa, dalla montagna, da una spiaggia in Spagna. Si lavora ovunque, ed è possibile. Ma chi pensa alla sicurezza di chi sta in smart working? Da aprile è scattata una nuova legge, e cambia le regole del gioco. A Bologna, dentro Ambiente Lavoro - il Salone della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro - se ne è parlato al convegno organizzato CIFA Italia, FonARCon, Epar, SanARCom e Confsal."Dal 7 aprile di quest'anno - spiega Andrea Rapacciuolo, ispettore del lavoro ed esperto di diritto del lavoro - è obbligatoria un'informativa che riepiloga quelli che sono i rischi per la sicurezza, i rischi posturali, di stress, per i lavoratori in smart. E' obbligatoria e sanzionata penalmente, a tutela dei lavoratori in modalità smart".La Legge 34 del 2026 detta nuovi obblighi. Ergonomia, ambiente di lavoro, illuminazione, persino l'organizzazione dei tempi: tutto va messo nero su bianco. Per le imprese, però, non è solo un adempimento burocratico. "Fare sicurezza in azienda - ricorda Andrea Cafà, Presidente CIFA Italia - non deve essere un mero adempimento, ma è una modalità essenziale per quegli imprenditori che vogliono organizzare meglio la propria azienda. Curarsi che la persona in smart abbia le migliori condizioni per lavorare significa dar vita a un'azienda più organizzata, più produttiva".Ma la norma chiama in causa anche chi quel lavoro lo svolge. Perché in smart il datore non vede, non controlla a vista. E così la responsabilità diventa condivisa: anche il lavoratore deve fare la sua parte. "Oggi il lavoro agile - come spiega Tiziana Orrù, Sostituta Procuratrice Generale della Corte di Cassazione - può costituire un vero banco di prova per verificare l'efficienza delle misure prevenzionistiche, proprio per il coinvolgimento del lavoratore, che deve responsabilizzarsi. E' sicuramente nel suo interesse, ma anche nell'interesse dell'organizzazione dell'impresa".E le sanzioni? Sono penali, e pesanti. "Ogni elemento inserito nell'informativa, come l'ergonomia, l'illuminazione, l'organizzazione del lavoro, diventa importante - dice Fabrizio Di Modica, avvocato giuslavorista -. Non è una questione semplicemente burocratica: è un elemento che conduce alla cultura della sicurezza".Una piccola rivoluzione che parte dalla scrivania di casa. La sicurezza non si fa sulla carta, si fa nella cultura d'impresa.
