La storia e la leggenda del marchese di Morès, con le sue idee ha anticipato il fascismo
Aveva radici in Sardegna, la terra dei suoi antenati paterni. Il marchese di Morès (Antoine Amédée Marie Vincent Manca de Vallombrosa, 1858–1896), nato in Francia, ha attraversato la seconda metà dell’Ottocento con le sue idee estreme che hanno anticipato il fascismo.
Agitatore politico, antisemita e populista, e imprenditore che ha inseguito sogni impossibili, sempre segnati dal fallimento, in Europa, Africa, Asia e nelle praterie del Far West.
La sua vita viene ripercorsa dallo storico Sergio Luzzatto (insegna alla University of Connecticut) nel libro “Il primo fascista, storia e leggenda di un precursore”, pubblicato da Einaudi. Opera densa che restituisce l’immagine di un uomo sin troppo energico e costantemente impegnato a ritagliarsi uno spazio politico in un momento storico travagliato in cui emergono pulsioni antisemite che esploderanno nell’affaire Dreyfus.
C’è anche il racconto della due giorni a Mores, il 14 e 15 maggio del 1895, dell’aristocratico che accetta “di indossare il tradizionale costume d’orbace per posare, insieme a pochi fortunati, davanti all’obiettivo di un fotografo”.
Ancora prima di Luzzatto, l’esistenza del marchese di Morès era stata esplorata nel volume di Antonio Areddu pubblicato dalla casa editrice Condaghes.
Nel video la fastosa casa parigina del marchese di origini sarde, che aveva sposato, la ricca ereditiera americana Medora von Hoffmann (figlia di un banchiere di Wall Street), in rue de Tilsitt a pochi metri dall’Arco di Trionfo.
