Eolico in mare, Pili: «La Sardegna segua la Corsica»
Centocinque pale eoliche nel mare del nord Sardegna: è lo scenario contro cui Mauro Pili lancia l’allarme a Radar. Al centro del suo intervento i progetti Nurax e Poseidon, tra Caprera, la Costa Smeralda e le Bocche di Bonifacio.
Secondo i numeri illustrati da Pili, il primo prevede 33 turbine, il secondo 72. Una concentrazione che rischia di compromettere il paesaggio e l’economia turistica.
Le preoccupazioni riguardano anche il traffico marittimo e la navigazione da diporto. Pili descrive impianti con pale «più grandi della Torre Eiffel», denunciandone l’impatto sul mare delle due isole.
E guarda alla Corsica, dove il Parlamento voterà contro l’assalto delle pale eoliche in mare. Un voto che potrebbe rafforzare l’opposizione ai progetti e aprire un confronto tra le due sponde. Da qui l’appello al Consiglio regionale della Sardegna perché assuma una posizione altrettanto chiara. Per Pili, la partita supera i confini amministrativi e riguarda la tutela di un patrimonio comune.
Il nodo è il rapporto tra sviluppo energetico, paesaggio e attività economiche legate al mare. La dimensione degli impianti, sostiene, rischia di cambiare radicalmente l’identità delle coste.
Nel suo ragionamento, anche il mare davanti a Carloforte rientra nello stesso allarme. «Non siamo più l’isola paradiso, ma l’isola industriale», è la sintesi della sua denuncia.
Alla politica sarda chiede dunque una risposta esplicita sulla trasformazione prospettata per il mare dell’isola.
