Davide Astori, il capitano elegante cresciuto nella sobria provincia

06 marzo 2026 alle 15:03

Il 4 marzo 2018 il calcio italiano si è fermato. Non per uno scandalo, non per una sentenza, ma per la morte di un capitano di 31 anni. Si chiamava Davide Astori. Cresciuto nel vivaio del Milan, affermatosi con il Cagliari e poi leader della Fiorentina, Astori era un centrale elegante, intelligente nella lettura. Non era un difensore “ruvido”: era un organizzatore, uno che guidava la linea.

Con la nazionale azzurra ha collezionato 14 presenze, vivendo il passaggio generazionale del calcio italiano.

Chi lo ha conosciuto parla di un professionista serio, riservato, attento agli altri. A Firenze era diventato un punto di riferimento nello spogliatoio e nella città. La Fiorentina ha ritirato la maglia numero 13 in suo onore: gesto raro, che racconta il legame.

La sua morte improvvisa – poi attribuita a una cardiomiopatia aritmogena – ha scosso il calcio italiano, aprendo anche un dibattito sui controlli medici nello sport professionistico.

A Radar il ricordo di Luca Neri, giornalista del TG di Videolina