Lo strazio della madre al funerale di Andrea Pintus, ucciso dal fratello

27 luglio 2026 alle 17:31aggiornato il 27 luglio 2026 alle 17:32

Le parole del parroco don Giulio Madeddu risuonano in una chiesa di Santo Stefano di Quartu attonita: «Ci sono momenti», dice il sacerdote, «in cui anche la fede non elimina le lacrime e anche un sacerdote non possiede parole capaci di dare una spiegazione a ciò che è accaduto».

Lo ascoltano in un silenzio rotto soltanto dal rumore dei ventagli le tante persone sedute tra i banchi davanti, accorse per l'ultimo saluto ad Andrea Pintus, il quarantaduenne ucciso a colpi di pistola dal fratello Alessandro all’alba di giovedì a Quartu. Davanti alla bara ricoperta da un cuscino di rose e gerbere bianche, la mamma del giovane, Bernardetta,  è una maschera di dolore. Sta seduta, immobile, con i parenti accanto che cercano di confortarla. Non si muove, si sente male, le danno dell'acqua. Il padre, invece, non è riuscito a venire a questo funerale. Sta troppo forte il dolore e è rimasto a casa.

«In questi giorni», prosegue il sacerdote, «una tragedia ha travolto più persone. Un fratello ci lascia, una donna lotta tra la vita e la morte e l'esistenza di un uomo è segnata da una grave responsabilità».

Alla fine della celebrazione, gli amici cacciatori accompagnano il feretro nel sagrato: tutti vestiti di verde lanciano in cielo i palloncini dello stesso colore. La mamma del giovane si lancia sulla bara e continua a ripetere «come potrò fare? Figlio mio, figlio mio, non c'è consolazione».

Da lontano, un altro parente urla: «È morto per niente, è morto per niente».