Bagarinaggio, così è stata scoperta la truffa da 30 milioni in Sardegna

04 giugno 2026 alle 09:33aggiornato il 04 giugno 2026 alle 09:34

Un servizio di bagarinaggio digitale, che consisteva nell’acquistare biglietti per gare di serie A e  spettacoli e nel rivenderli online, che in cinque anni avrebbe permesso di nascondere al fisco italiano oltre 30 milioni di euro e non pagare Iva per 6,5 milioni. 

È quello che ha portato alla luce un’indagine della guardia di finanza di Sassari. In particolare, l’attività condotta dai militari del gruppo di Olbia è partita dopo una segnalazione riguardante il cosiddetto “secondary ticketing” illecito ovvero la rivendita di biglietti per spettacoli ed eventi. L’attenzione delle fiamme gialle si è focalizzata su un uomo, residente a Olbia, risultato essere l’acquirente di un ingente numero di biglietti per concerti, partite e spettacoli destinati alla rivendita non autorizzata.
L’indagine è stata allargata anche al coniuge scoprendo che esercitava la stessa attività. La coppia, riferisce la guardia di finanza, godeva della doppia residenza italiana e svizzera e avrebbe sfruttato questa condizione giuridica per omettere di dichiarare il frutto della vendita dei biglietti svolta, di fatto, in Italia.

Gli accertamenti condotti dai militari avrebbero provato che i due gestivano i loro affari in Gallura e che, proprio da qui, tra il 2019 e il 2024, avrebbero acquistato decine di migliaia di biglietti per un valore di oltre un milione di euro. 

Successivamente, l’attenzione si è rivolta a una società svizzera di cui uno dei coniugi è risultato amministratore e socio unico. Gli elementi raccolti avrebbero permesso di  svelare come la sede svizzera fosse solo un mero recapito e che l’effettiva direzione dell’impresa era stabilmente operata dall’Isola.

L’azienda è stata, quindi, qualificata in Italia quale “evasore totale” e tutti i redditi ricostruiti nell’ambito della verifica fiscale sono stati ricondotti alla tassazione domestica. La coppia è stata denunciata alla Procura della Repubblica di Tempio Pausania per il reato di omessa dichiarazione.

(Unioneonline/An.De)