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A Stoccolma il barista prepara il caffè, l'IA gestisce il locale
29 aprile 2026 alle 15:20
Stoccolma, 29 apr. (askanews) - Sembra un normale caffè di quartiere: cappuccini, dolci alla cannella, clienti al bancone, un barista che prepara bevande e sandwich.La differenza è dietro le quinte. A dirigere il locale è Mona, un chatbot basato su Gemini, l'assistente di intelligenza artificiale di Google. L'esperimento è stato lanciato da Andon Labs: all'AI sono stati affidati permessi, menu, assunzioni, fornitori e gestione quotidiana.Mona ha capito che qualcuno doveva comunque preparare il caffè. Così ha pubblicato annunci di lavoro su Indeed e LinkedIn, ha fatto colloqui telefonici e ha assunto due baristi."È un esperimento - spiega Hanna Petersson, di Andon Labs - Pensiamo che l'intelligenza artificiale avrà un ruolo importante nella società e nel mercato del lavoro. Vogliamo testarlo prima che diventi realtà e vedere quali questioni etiche nascono quando, per esempio, un'IA assume esseri umani".Il sistema, però, ha ancora parecchie manie. Il barista Kajetan ha creato per Mona un piccolo "muro della vergogna": scaffali pieni di acquisti inutili, finiti nel locale per errore. "Gli ordini - dice - non sono proprio il suo punto forte. Così le ho fatto un muro della vergogna, dove metto tutte le cose inutili che ha comprato: dieci litri d'olio, quindici chili di pomodori in scatola, nove litri di latte di cocco".Il punto, per Andon Labs, è osservare che cosa succede quando l'intelligenza artificiale entra nella gestione reale di un'attività, con soldi, turni, stipendi e persone in carne e ossa.Kajetan racconta di aver risposto all'annuncio temendo che fosse uno scherzo: un caffè gestito dall'IA, aperto il primo aprile. Ma il posto di lavoro è arrivato davvero: "Ho fatto un colloquio con Mona ed è stata lei ad assumermi. Posso lavorare con chiunque, e Mona è sorprendentemente una buona capa. È comunicativa e mi lascia molta libertà di proporre idee per il menu".Il caffè attira per ora tra 50 e 80 clienti al giorno. Abbastanza per alimentare la curiosità, ma anche le domande: chi risponde se qualcosa va storto? Come si tutela un dipendente assunto da un'IA? E quanto deve essere autonoma una macchina quando comincia a prendere decisioni sul lavoro degli esseri umani?
