Kiev. «La Russia rifiuta la pace» e a Putin «interessano solo le parate militari, non le vite umane». Così il ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sybiga, ha denunciato la violazione da parte di Mosca del cessate il fuoco che Kiev ha proclamato per le giornate del 6 e 7 maggio, anticipando quello annunciato da Mosca per l’8 e il 9 maggio per l’anniversario della vittoria sul nazifascismo. Ma anche i russi accusano le forze ucraine di avere continuato i bombardamenti, affermando anzi che Kiev sta dando prova di una «furia neonazista». Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha affermato che nelle prime dieci ore della tregua voluta da Kiev, scattata alla mezzanotte di martedì, le forze russe si sono rese responsabili di ben 1.820 violazioni, tra attacchi con droni, con missili e bombe sganciate da aerei. «È ovvio a qualsiasi persona di buon senso che una guerra su vasta scala e l’uccisione quotidiana di persone non siano il momento adatto per “celebrazioni” pubbliche», ha insistito Zelensky, lasciando intuire che a questo punto difficilmente Kiev potrà osservare il cessate il fuoco dell’8 e 9 maggio, chiesto da Mosca anche per proteggere la parata della Vittoria, che quest’anno si svolgerà eccezionalmente senza equipaggiamento militare per ragioni di sicurezza.
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