Kiev-Mosca

Zelensky a Putin: «Vediamoci» 

La proposta dell’ucraino, la risposta dello zar: «Pronti a una soluzione pacifica» 

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Si riapre, almeno sul piano diplomatico, la possibilità di un contatto diretto tra Ucraina e Russia per cercare una via d’uscita alla guerra in corso da oltre quattro anni. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha inviato una lettera aperta al Cremlino proponendo un incontro faccia a faccia con Vladimir Putin e chiedendo di fissare una data per un colloquio diretto, con l’obiettivo di avviare un percorso negoziale.

L’iniziativa arriva mentre da San Pietroburgo, al forum economico dello Spief, il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che Mosca è disponibile a una soluzione “attraverso mezzi pacifici”, pur in un contesto in cui le forze russe continuano ad avanzare sul campo. Il leader del Cremlino ha inoltre aperto alla possibilità di contatti con l’Unione europea, indicando che Bruxelles potrebbe contribuire alla risoluzione della crisi, purché nel rispetto degli accordi già discussi con gli Stati Uniti.

«Il mediatore? Schroeder»

Putin ha precisato che la Russia non rifiuta il dialogo con l’Ue, ma si oppone a un suo possibile ruolo come blocco militare. Sul piano diplomatico ha anche rilanciato il nome dell’ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder come possibile mediatore, sottolineandone l’esperienza politica e l’indipendenza di giudizio.

Zelensky, nella lettera, ha però chiarito che le questioni ucraine ed europee non possono essere decise senza Kiev e i partner occidentali e propone un percorso negoziale allargato che includa Stati Uniti e Unione europea, oltre al confronto diretto con Mosca. Parallelamente, Germania, Francia e Regno Unito stanno valutando iniziative diplomatiche per favorire l’apertura di un tavolo di trattativa e creare le condizioni per un confronto diretto tra le parti.

Altre armi a Kiev

Gli Stati Uniti si preparano a sbloccare nuovi aiuti per Kiev dopo mesi di stallo. La Camera dei rappresentanti dovrebbe approvare uno stanziamento di circa 8 miliardi di dollari. Il segretario di Stato Marco Rubio ha confermato che le misure sono in fase di approvazione e potrebbero essere annunciate a breve. Tra le richieste ucraine figurano nuovi sistemi di difesa aerea Patriot. Le forniture rientrano in programmi già approvati dal Congresso ma in parte bloccati e poi sbloccati dopo pressioni politiche interne.

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