Milano.

Pamela, l’urlo della madre in aula 

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Milano. Quando ha visto entrare in aula l’uomo che ha ucciso sua figlia con 76 coltellate e l'ha guardato in faccia per la prima volta non ce l'ha fatta a resistere e mentre gli agenti della Polizia penitenziaria lo portavano nella gabbia gli ha urlato: «Bastardo». Vedere di persona Gianluca Soncin, racconta Una Smirnova, ha provocato un «effetto devastante». Dopo l’insulto la madre di Pamela Genini ha pianto, si è sentita male ed è stata accompagnata fuori dal suo legale.

Una Smirnova ha voluto esserci a tutti i costi, alla prima udienza del processo in Corte d'Assise a Milano a carico di Soncin, il 53enne che, lo scorso 14 ottobre, uccise Pamela, la 29enne che, stando alle indagini, dopo quasi un anno e mezzo di violenze anche psicologiche, aveva interrotto la relazione. Soncin, che viveva a Cervia (Ravenna), è imputato per omicidio volontario aggravato da premeditazione, futili motivi, crudeltà e relazione affettiva terminata: rischia una condanna all'ergastolo. Secondo le indagini della polizia, coordinata dall'aggiunta Letizia Mannella e dalla pm Alessia Menegazzo, otto mesi fa il 53enne si sarebbe procurato copia delle chiavi per entrare nella casa dell’ex compagna, nel quartiere Gorla, dove fece irruzione con un coltello preso quel giorno dalla sua collezione. “È matto (...) che faccio?” fu l’ultimo disperato messaggio che Genini inviò all'amico Francesco Dolci: Soncin era già dentro casa. Dolci, che poco prima era al telefono con lei, le rispose: “Stanno arrivando, la polizia” . Quando gli agenti arrivarono Pamela era già stata uccisa: le ultime coltellate sul terrazzo, sotto gli occhi di alcuni vicini.

Dolci, l’amico che racconta di aver avuto una relazione con Pamela, è ora indagato, con tanto di perquisizioni e sequestri, in un'inchiesta a Bergamo per la macabra profanazione della tomba e per la sottrazione della testa della ragazza, non ancora trovata. Tramite l’avvocata Eleonora Prandi, ha chiesto di essere parte civile contro Soncin, sollevando l’ira della madre della vittima. «Per Pamela – ha dichiarato l’avvocato Nicodemo Gentile, legale di Smirnova – Dolci è stato uno stalker in vita e dopo la morte. Con questa istanza la realtà supera la più fervida immaginazione». Anche le pm si sono opposte. I legali di Soncin, Pietro Sartori e Simona Luceri, puntano a cancellare le aggravanti e di accreditare il movente d'impeto.

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