Il referendum

«Votate sì. Non mi dimetto in nessun caso» 

Giorgia Meloni rinnova l’appello alle urne e difende la riforma 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Riuscire a riformare la giustizia è «un traguardo epocale»: così Giorgia Meloni, che ieri, al Teatro Parenti di Milano, ha chiuso l’evento “Una riforma che fa giustizia”, organizzato da Fratelli d’Italia per promuovere e illustrare le ragioni del Sì al referendum del 22 e 23 marzo, quando gli italiani saranno chiamati a confermare o meno la riforma della Giustizia.

Lungo l’elenco dei relatori che si sono alternati nel corso della giornata: magistrati, giuristi, avvocati, giornalisti, parlamentari e ministri. Sul palco, oltre alla presidente del Consiglio, anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il presidente del Senato Ignazio La Russa. Nel suo intervento, la premier ha affermato che votare Sì è una «questione di coraggio», per ottenere un «processo più giusto con un giudice più imparziale».

Con la riforma, ha assicurato Meloni, «nessuno ha in mente di liberarsi della magistratura, bensì di sistemare ciò non funziona per i magistrati, ma soprattutto per i cittadini a cui abbiamo promesso una nazione migliore».

«C'è chi dice “Votate no contro la Meloni”», ha anche affermato la premier: «Ma non c'è nessuna possibilità che mi dimetta in nessun caso, voglio arrivare alla fine della legislatura. Io voglio farmi giudicare sul complesso del mio lavoro. Tra un anno, quando si andrà a votare alle politiche, avrete comunque la possibilità di mandare a casa il governo», ha concluso.

«L’amore degli italiani verso i magistrati – ha affermato invece il presidente del Senato La Russa – è precipitato e non hanno più quella autorevolezza che avevano e che anche la destra gli ha sempre riconosciuto. L'obiettivo della riforma è proprio ridare prestigio alla magistratura facendo in modo che non sia impantanata in lotte politiche di una piccola parte di essa».

Al Teatro Parenti, assieme allo stato maggiore di Fratelli d’Italia, anche i parlamentari sardi. «La riforma propone una giustizia più giusta ed è l’occasione per liberare una volta per tutte la magistratura dal gioco politico delle correnti», afferma la senatrice Antonella Zedda: «Questa riforma – aggiunge – è stata proposta negli anni passati dal Partito democratico e dal Movimento 5 Stelle, ma nessuno come il centrodestra è riuscito a portarla a casa».

«Grazie alla riforma della Giustizia del Governo Meloni saremo in grado di dare agli italiani una giustizia che possa garantire in fase processuale di avere davanti un giudice terzo che sia realmente imparziale», sottolinea invece Francesco Mura, deputato e coordinatore regionale per la Sardegna di FdI: «La riforma – evidenzia – garantirà inoltre l’assunzione di responsabilità da parte della magistratura grazie all’alta corte disciplinare. E porterà finalmente l’Italia a un processo di modernizzazione che non può più aspettare».

Presente all’evento di Milano anche il deputato di origine sarda Stefano Maullu: «È importante votare Sì per avere una magistratura finalmente libera dai condizionamenti, dalle correnti e da tutto ciò che l’ha tenuta vincolata in tutti questi anni».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi