Strasburgo

«Vogliono distruggere l’Europa» 

Von der Leyen: serriamo i ranghi. E lancia “l’associazione” del Canada all’Ue 

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Strasburgo. Il destino dell’Europa deve restare nelle mani degli europei. E il timone, oggi più che mai, deve essere saldo perché ultranazionalisti, euroscettici e russi hanno un solo obiettivo: distruggere l’Ue. Il senso politico dello Stato dell’Unione 2026, secondo Ursula von der Leyen, è a pagina due di un discorso molto lungo e articolato. E, secondo una parte cospicua dell’Eurocamera, poco concreto. Intanto la stessa presidente della Commissione ha ufficializzato che «il Canada sarà il primo Paese associato dell’Ue».

Attesa per il 2027

La numero uno del Palais Berlaymont non ha annunciato macro-interventi finanziari sull’onda del rapporto Draghi, evitando di entrare in profondità perfino nel dibattito del nuovo bilancio pluriennale. Troppo difficile, in questo momento storico, lasciarsi andare a proposte avanguardiste. Alle porte c’è quel 2027 che rischia di cambiare l’Ue come mai negli ultimi decenni. Si vota – tra gli altri – in Italia, Francia, Spagna, Polonia, Finlandia. I principali leader europei non sono in una posizione di forza al loro interno. E nell’unico grande Paese che non andrà al voto, la Germania, le cose non vanno meglio.

Punti chiave

Nelle 24 pagine del suo discorso – meno contestato rispetto allo scorso anno, applaudito oltre quaranta volte, seppur timidamente per la maggior parte – von der Leyen ha tracciato il disegno di un’Europa più indipendente dal punto di vista economico, energetico e della difesa. Un’Europa che non ha intenzione di passare la mano nella sua contesa con Vladimir Putin. Un’Unione che non ha paura del futuro. Convinta di «creare valore dall’AI» ma che allo stesso tempo non arretra sullo Stato di diritto. Partendo da ciò, per von der Leyen è ora che le forze europeiste «serrino i ranghi. Oppure lasciamo che le nostre democrazie vengano minate dai rappresentanti e dai burattini degli autoritari? Che si tratti degli ultranazionalisti o degli antieuropei, che si tratti dell’ingerenza russa o della disinformazione, i nomi possono essere diversi, ma il loro obiettivo è lo stesso. Disprezzano i nostri valori e vogliono frantumare la nostra unità europea. Quindi non limitiamoci a opporci a tutto ciò, ma lottiamo insieme per la nostra idea di Europa», è stato l’appello lanciato da Strasburgo.

Gli assetti

La presidente si è rivolta a Popolari, Socialisti, Verdi, Liberali e a una parte dei Conservatori, provando a distribuire obiettivi a seconda del colore politico. Sulla difesa comune, così come sulla deregolamentazione, von der Leyen non ha alcuna intenzione di tradire il suo partito di appartenenza, il Ppe. Sul clima, invece, l’occhio è strizzato alla sinistra con il sostegno alla transizione energetica. Sul fronte Canada, il premier Mark Carney era in platea quando è stato annunciato l’accordo con l’Ue, una mossa dal forte valore geopolitico che apre un nuovo capitolo nelle relazioni tra il Paese nordamericano e il Vecchio Continente. «Questa è una partnership non contro qualcuno, ma per la nostra forza comune», perché «condividiamo un oceano, un insieme di valori, un modo di vedere il mondo», ha precisato von der Leyen. Il punto di partenza sarà l’accordo di libero scambio.

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