Brotzu.

Visori e filmati “immersivi”, ora la chemio fa meno paura 

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Dodici speciali visori attraverso i quali “tuffarsi” in filmati immersivi realizzati in alcuni dei luoghi più suggestivi della Sardegna, con l’obiettivo di offrire momenti di evasione e sollievo durante le terapie o nei periodi di degenza. La realtà virtuale diventa un supporto al percorso terapeutico per i pazienti oncologici grazie al progetto promosso dall’Associazione Salute Donna ODV – in collaborazione con AVAS, Associazione sportiva armatori vela d’altura Sardegna – che sarà presentato il 30 marzo (ore 11) nell’aula Ciccu dell’ospedale San Michele.

L’iniziativa nasce grazie alle donazioni raccolte durante la quinta edizione della Sail for Women, veleggiata solidale che ha consentito l’acquisto e la realizzazione di strumenti innovativi destinati a migliorare la qualità della vita dei pazienti durante i percorsi di cura.Il progetto prevede la donazione di visori per la realtà virtuale al reparto di Oncoematologia del Businco, alla Oncoematologia pediatrica del Microcitemico, all’Hospice dell’Asl 8 e al reparto di Oncologia dell’ospedale di Carbonia. «L’utilizzo della realtà virtuale in ambito oncologico rappresenta oggi una strategia di supporto non farmacologico sempre più diffusa – spiegano dall’Arnas Brotzu –: numerosi studi dimostrano come le esperienze immersive contribuiscano a ridurre ansia, stress e percezione del dolore, migliorando in modo significativo il vissuto del paziente durante trattamenti complessi come la chemioterapia».

In particolare, è stato appurato che sessioni immersive anche di breve durata favoriscono una riduzione del disagio attraverso meccanismi di distrazione cognitiva, aiutano a contrastare sintomi come nausea e affaticamento e consentono ai pazienti di “allontanarsi” temporaneamente dal contesto ospedaliero, immergendosi in ambienti naturali e rilassanti. La tecnologia si distingue inoltre per l’elevata tollerabilità, risultando ben accettata da oltre l’85% dei pazienti.

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